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Calciomercato, Lega Pro e calcio giovanile. Intervista al procuratore sportivo Cataldo Bevacqua



Calciomercato, futuro della Lega Pro con le squadre b e calcio giovanile, ma anche regolamento FIFA sugli intermediari, fair play finanziario e TPO. Di questo e altro ancora ne abbiamo parlato con il Dott. Cataldo Bevacqua, agente Fifa, ora procuratore sportivo iscritto nel registro della FIGC, esperto di diritto sportivo e giustizia sportiva. 
Opera in Italia e in Svizzera da quasi 10 anni ed è il direttore responsabile di "gestionecalciatori.it" agenzia di Scouting che si occupa soprattutto di giovani da inserire nel panorama calcistico internazionale. 

Dott. Bevacqua lei lavora molto nell’orbita della Lega Pro e del calcio giovanile, quali sono i calciatori da tenere sotto osservazione e quali i giovani più promettenti? 

In Lega Pro ci sono molti giovani interessanti, tra questi Federico Annoni classe 93 difensore del Melfi, Luciano Bonomo esterno del Cuneo classe 92 di nazionalità argentina, cresciuto nell’Estudiantes.

Tra i giovani Mohamed Majdi classe 97, del Sud Tirol, attualmente in prestito in eccellenza alla Virtus Bolzano. Marco Piras, anche lui classe 97, del Cagliari, in prestito al Lanusei che milita nel in serie D. Infine un giovane attaccante molto promettente Francesco Petrone, classe 96, ex giocatore del Catanzaro, attualmente in forza all’Acri in Eccellenza Calabra con 9 reti all’attivo.

Da qui al termine della finestra di calciomercato attuale possono arrivare dagli altri campionati giocatori che alzino il livello della Serie A? 

E’ probabile che qualche squadra che punta a qualificarsi nelle coppe europee rinforzi lìorganico per raggiungere il traguardo prefissato, ma penso che questo mercato sia fatto principalmente di scambi secchi, prestiti con diritto di riscatto o prestiti gratuiti. Circoleranno pochi soldi e forse ci sarà qualche colpo "last minute", magari il Milan con Galliani che ci ha abituato a queste mosse.

Lo scorso anno è entrato in vigore il nuovo regolamento FIFA sugli intermediari sportivi che prevede una sorta di “liberalizzazione della professione". Lei cosa ne pensa?

Penso che sia stata una scelta infelice da parte della Fifa; in pratica a demandato alle federazioni il compito di gestire la figura dell’agente, ora procuratore sportivo, creando di fatto una confusione tra i ruoli che potrebbe favorire personaggi ambigui e senza la minima preparazione in materia di regolamenti e di tutela dei calciatori, soprattutto per quelli giovani.

Ai livelli più alti, il Fair Play finanziario può essere un freno alle attività degli agenti dei calciatori?

No non penso, ci sono dei parametri stabiliti anche per i procuratori sportivi, ma è logico che le percentuali diminuiscono se gli ingaggi sono più bassi.

Negli ultimi anni, in particolare in Sudamerica, ma con riflessi sul calcio europeo, è cresciuto il fenomeno delle proprietà di terze parti (TPO). La FIFA è intervenuta decidendo di abolirle, qual è il suo pensiero al riguardo?

Io penso che il cartellino di un calciatore debba appartenere ad una società di calcio. E' assurdo pensare che una persona fisica o una persona giuridica (estranea al mondo del calcio) possa avere il controllo e quindi la gestione di un atleta, ci sarebbe un conflitto di interessi enorme che andrebbe pian piano a distruggere quelli che sono i valori più importanti di questo sport, ossia il sacrificio e il sudore per la maglia di appartenenza.

In tanti pensano che per valorizzare i giovani occorre creare le seconde squadre. Il neo presidente Gravina, recentemente si è dimostrato disponibile a inserirle in Lega Pro in tempi brevi. Può essere una giusta soluzione per il rilancio del calcio italiano?

Di fatto già almeno 10 società di serie A controllano il mercato della Lega Pro con i prestiti dei giovani calciatori da valorizzare, fenomeno questo ridotto, all’indomani della introduzione della Lega Pro unica. In ogni caso la seconda squadra esiste già, non dimentichiamoci che nel campionato primavera partecipano le squadre di Serie A e B, basterebbe modificare un po' il regolamento, agendo sullo schieramento dei giocatori formati nel vivaio delle stesse e selezionando gli ingressi dei calciatori appartenenti ad altre federazioni. Un po' come avviene in altri campionati, dove puo essere tesserato un calciatore straniero, solo se ha al suo attivo, un numero congruo di presenze nella nazionale di appartenenza.

Con l’avvento delle seconde squadre in la Lega Pro, non teme che si possa perdere quel legame con il territorio che è linfa vitale per il calcio italiano? 

Certamente la Serie C, oggi Lega Pro, si trova in una situazione di cambiamento e spero che il nuovo Presidente sia consapevole che i club che ne fanno parte sono piccole realtà che nella maggior parte dei casi sopravvivono con i sussidi Lega. Ad esempio non è plausibile chiedere a una società di Lega Pro 500 mila euro a fondo perduto, solo per effettuare la domanda di ripescaggio.

Giuseppe Berardi

© Riproduzione riservata

Questa intervista è dedicata a Massimo Bevacqua, un uomo di grande cultura.

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