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Una stagione da record per la NBA con 22 milioni di spettatori e un tasso del 94% di riempimento delle arene

Quella 2015/2016 è una stagione di NBA che ha molto da dire, molto da raccontare, molte cose per le quali farsi ricordare. Non solo le gesta dei Golden State Warriors, degli Atlanta Hawks o di Russell Westbrook. Non solo l'addio dalle venature leggendarie e romantiche di Kobe Bryant, capace di stabilire, proprio nella sua ultima apparizione, il miglior score in una gara per un giocatore in stagione, grazie ai 60 punti messi a segno contro Utah Jazz. 

La regular season NBA ci ha regalato un'annata contrassegnata da numeri da record per l'affluenza di pubblico alle partite. Sono molti gli aspetti da tenere in considerazione, dal numero totale di spettatori paganti alle percentuali di occupazione delle tribune, dai match sold-out ai precedenti storici, in un trend di crescita che coinvolge tutto il sistema sportivo statunitense.

Record di spettatori - Primo dato fra tutti, quello del totale assoluto: quasi 22 milioni, per l'esattezza 21.972.529 spettatori fra le 30 franchigie Nba, con una media di 17.826 a partita. Non si era mai visto prima. Un passo in avanti del 2,4% rispetto allo scorso anno, rispetto ad una stagione che già aveva superato il record del 2006/2007 con 21.926.548 presenze contro le 21.841.480 da battere.

E' la dodicesima stagione che l'affluenza alle partite supera il 90% di occupazione possibile sulla capienza totale degli impianti, ma la vetta è stata toccata proprio quest'anno con un dato del 94%. Altro record infranto è quello dei match sold out: abbattuto il muro dei 676 incontri, sono 723 le partite esaurite in ogni ordine di posto, nonostante esistano fenomeni come quello dei Dallas Mavericks, che continuano a vendere biglietti senza posto a sedere e raggiungendo il 105% della capacità del loro American Airlines Center.

Primato Chicago.
Sono i Chicago Bulls, per la sesta stagione consecutiva, ad aggiudicarsi il record nelle graduatorie di pubblico con 875.091 spettatori totali. Una media di 21.343 presenze allo United Center di Chicago per le 41 gare casalinghe disputate. Nonostante ciò, si tratta del dato peggiore dal 2010, per un primato che vede avvicinarsi l'insidia Cleveland, passati dal 16° al 2° posto. La squadra di LeBron James, attore protagonista nella scalata all'affluenza, si posiziona subito dietro ai Chicago Bulls con una media di 20.562 spettatori a gara, per un totale di 843.042 nelle partite giocate alla Quicken Loans Arena.

Fenomeno totale
I record registrati in Nba si inseriscono in un trend complessivo che vede l'aumento dell'affluenza alle manifestazioni sportive statunitensi che non abbracciano soltanto il basket. Anche il calcio sta conoscendo questo fenomeno, con la Major League Soccer impegnata in politiche volte ad incrementare la partecipazione dei tifosi agli incontri. E i risultati sono estremamente positivi, se pensiamo che la stagione 2015 di MLS si è chiusa con una media di 21.573 spettatori a partita e una percentuale di occupazione degli impianti del 94,3%. Un incremento del 12,7% rispetto all'anno prima, per dei dati che permettono al calcio statunitense di collocarsi al 7° posto tra i maggiori campionati al mondo. Superata la Ligue 1 francese, la MLS ora insidia addirittura la Serie A italiana, ferma in quinta posizione e caratterizzata da un trend in ribasso.

Luca Paganin
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