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I due sceicchi che hanno trasformato il panorama del calcio moderno

Cosa hanno in comune Psg e Manchester City? Semplicissimo, due presidenti multimilionari innamorati del calcio europeo. Tamin Bin Hamad Al Thani del Paris Saint Germain e Mansour Bin Zayer Al-Nayan del City hanno investito negli ultimi cinque anni più di 1000 milioni di euro nelle varie finestre di mercato, investimenti finalizzati a trasformare due squadre senza tradizione europea in due referenti del pallone gonfiato.

Nella passata stagione i francesi hanno spesso 9.5 milioni di euro per il portiere Kevin Trapp, 25 per Layvin Kurzawa, 10 per Serge Aurier, 9 per Benjamin Stambouli e la cifra astronomica di 63 milioni di euro per Ángel Di María. Gli inglesi hanno decisamente esagerato mettendo sul piatto dei trasferimenti 44,6 milioni di Euro per Nicolás Otamendi, 11,5 per Fabian Delph, 74 per Kevin De Bruyne e 62,5 per Raheem Sterling, quest’ultimi due acquisti record nella storia della Premier League.

Al Psg gli investimenti faraonici sono serviti per instaurare una egemonia nel calcio francese, dove non esiste una concorrente reale per la corsa al titolo. Leggermente peggiore il bilancio del City, nonostante la seconda squadra di Manchester abbia vinto due Premier League nell’era Mansour. Tutti i grandi giocatori del calcio mondiali hanno avuto e avranno in futuro la tentazione di cedere ai contratti faraonici proposti dagli sceicchi, che hanno completamento cambiato la fisionomia del calcio europeo.

Lo stradominio dei nuovi potenti come Al Thani e Mansour ha contribuito ad aprire una breccia tra i top club e i presidenti di provincia. Il potere d’acquisto di club come il Psg e il Manchester City, è nettamente superiore rispetto a quello di club italiani come il Chievo e il Sassuolo, che possono contare solo sugli introiti dei diritti televisivi, sugli incassi delle sfide contro le big del campionato italiano e su qualche plusvalenza milionaria su talenti che si sono fatti le ossa sui campi di provincia.

Nonostante un appeal differente rispetto a squadre che vantano fenomeni del calibro di Aguero e Ibrahimovic, molti brand hanno deciso di affidare la loro immagine a club di provincia, contribuendo in maniera decisiva a sostenere i bilanci e i rapporti entrate-uscite delle società. Il Leeds United del camaleontico presidente ex Cagliari Cellino ha siglato un contratto di tre anni con il casinò online di 32Red, un brand molto attivo anche nella Serie A in virtù del suo rapporto di collaborazione con il Bologna FC.

Gli investimenti di 32Red, come quelli di altri operatori nei campionati italiani e internazionali, stanno consentendo a diversi club, privi della disponibilità economica fornita da sceicchi, cordate e Co., di allestire rose competitive in campionati difficili come la Serie A, la Premier League, la Liga, la Bundesliga e la Ligue 1.

Il calcio sta cambiando in maniera radicale, anzi è già cambiato da quando la figura del presidente tifoso a dovuto lasciare le redini alle nuove logiche del calcio. L’ultimo caso, in ordine di tempo, è quello dell’Inter acquistata dalla cinese Suning. Si è trattata di un’operazione indispensabile per garantire il futuro ad un club che non ha bisogno di presentazioni, ma che ha visto l’uscita di scena di uno dei presidenti simboli del calcio italiano, ovvero Massimo Moratti. Il petroliere della Saras ha salvato Thorir cedendo il 30% delle sue quote e permettendo alla cordata di cinese di impossessarsi del club nerazzurro.
Proprio la due diligence che ha visto protagonista l’Inter e l’ingresso della Cina nella Serie A è la prova vivente che il calcio non è più quello di una volta, agli amanti del pallone vecchio stampo non resta ormai che consolarsi con almanacchi e vecchi album delle figurine panini.






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