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C'è vita oltre i campionati Big Five? Analisi di Football Benchmark (KPMG) sui campionati cosiddetti "minori".

“Is there life beyond the ‘Big Five’ Leagues”? È questo l’articolo del team Football Benchmark di KPMG, multinazionale olandese di fornitura di servizi professionali alle imprese specializzata nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi, che ha effettuato una ricerca su quattro campionati non annoverabili tra i “grandi cinque”.

Parlando di tendenze globali e crescita del calcio europeo, si fa riferimento generalmente alle “big five leagues”, ovvero ai cinque grandi campionati maggiormente tenuti in considerazione da media e operatori del settore: Premier League, Bundesliga, Liga, Serie A e Ligue 1.

Senza dubbio, Inghilterra, Germania, Spagna, Italia e Francia sono tra i paesi più densamente popolati e ricchi e ne fa parte anche un’alta percentuale di club d’élite. Tuttavia, l’Europa include anche mercati meno conosciuti, ma sicuramente importanti, con club che hanno storie significative e il seguito di sostenitori appassionati.

Riportiamo l’articolo in cui si analizzano alcune delle caratteristiche di una selezione di campionati al di fuori dei “big five”, tra cui mercato televisivo e stadi: la Süper Lig (Turchia), la Eredivisie (Paesi Bassi), La Primeira Liga (Portogallo) e la Ekstraklasa (Polonia).

L’analisi mette in evidenza le sfide delle due parti. Mentre i paesi in cui è presente il calcio d’élite cercano l’espansione internazionale e accordi con sponsor di altissimo livello sia nazionali che globali, i campionati dei “piccoli” affrontano sfide significative per massimizzare le loro entrate attraverso le emittenti nazionali, dovendo fare i conti con un numero limitato di abitanti e con le loro economie emergenti. Inoltre, un’altra sfida significativa è quella del coinvolgimento dei supporter locali, che spesso preferiscono guardare le partite in tv o assistere alle gare disputate delle “big five”, piuttosto che a quelle giocate nei loro paesi.

Broadcasting

La portata del mercato televisivo nazionale è considerato un fattore chiave nel valutare l’importanza e la rilevanza di un campionato. Tra quelli considerati, la Turchia attualmente sembra godere del mercato più redditizio con 360 milioni di € all’anno per le stagioni 2015/2016 e 2016/2017. La Süper Lig è appena al di sotto della Ligue 1 francese, il cui affare di 727 milioni annuali è il più basso tra le “big five”, e la Turchia ha un’elevata popolazione (78 milioni di abitanti) e un’economia in crescita: dati che sembrano essere indicatori di un potenziale rialzo, anche di lungo termine, per il suddetto campionato.

Con circa 38 milioni di abitanti, un altro paese consistente in termini di popolazione è la Polonia. L’Ekstraklasa polacca, ancora in una fase iniziale di sviluppo, si è assicurata 34 milioni di € all’anno fino alla stagione 2018/2019. Anche se le cifre possono apparire basse, il campionato ha mostrato alcuni segni incoraggianti, in quanto si sta cercando di sviluppare un profilo più internazionale, con i match trasmessi in più di 40 paesi in tutto il mondo.

Nei Paesi Bassi, secondo i report media, è stato firmato un contratto della durata di 12 anni pari a 960 milioni fino alla stagione 2024/2025 (circo 80 milioni all’anno). Questi numeri, ancora una volta, sembrano modesti se confrontati con i campionati più grandi, e danno qualche indicazione del fatto che il paese è il paese natale del “total football”, con sei Champions League vinte da Ajax, Feyenoord e PSV Eindhoven, ma ha difficoltà nel tenere il passo delle big.

Al contrario, i diritti televisivi in Portogallo sono venduti ancora su base club-by-club piuttosto che collettivamente. Questo sistema avvantaggia le squadre con una fanbase maggiore, come SL Benfica, FC Porto e Sporting Club de Portugal, che rappresentano oltre il 60% del totale dei sostenitori portoghesi e che registrano gli accordi nazionali più vantaggiosi, con un guadagno di oltre 40 milioni di € a stagione. Di conseguenza, questo approccio di libero mercato diminuisce forse la competitività del campionato favorendo il divario tra grandi e piccoli club.

Stadia

L’attrattività di una competizione può essere misurata anche grazie alla sua capacità di attirare spettatori alle partite. I tifosi non solo creano un’atmosfera vivace allo stadio, ma contribuiscono anche alle finanze dei club attraverso la vendita dei biglietti ed altre forme di spesa. Inoltre, il livello di coinvolgimento dei fan può essere ampliata se i suoi club offrono servizi adeguati che migliorando l’esperienza dell’evento partita.



Anche se la più ricca in termini di ricavi televisivi, la Süper Lig turca ha registrato la presenza media allo stadio più bassa alla fine della stagione 2015/2016, ostacolata anche dalla resistenza dei tifosi al suo controverso sistema di biglietteria. In effetti, gli spettatori sono quasi dimezzati in un decennio, arrivando al livello attuale di 8.500 a partita.

L’Ekstraklasa, nonostante il grande bacino di potenziali fan, è il campionato con la presenza media più bassa. Inoltre, il tasso di utilizzo è minimo anche nelle strutture ricostruite per i Campionati Europei 2012. Tuttavia, va osservato che nella stagione 2015/2016 le squadre più importanti hanno registrato un aumento del 9%, segno della recente crescita della competizione.

Pur avendo una capacità simile, la presenza e la fruizione degli stadi delle Primeira Liga portoghese sono leggermente migliori della Polonia.

Dall’altra parte, la Eredivisie olandese di trova ben sopra i cinque campionati presi in considerazione. Con una media di 20.000 spettatori e un tasso si fruizione dell’88%, cifre che superano quelle dei “grandi cinque”, va notato che, fatta eccezione per quelli di Ajax e Feyenoord, gli stadi olandesi sono più piccoli a confronto. Comunque, il fatto che i Paesi Bassi dimostrano di essere un paese relativamente piccolo (con una popolazione di circa 17 milioni di abitanti, superiore agli 11 milioni del Portogallo), non denota necessariamente la registrazione di una bassa partecipazione agli stadi.

È interessante evidenziare anche come i 4 paesi si comportano quando confrontati con le “big five leagues”. Questo serve infatti a rivelare il divario tra i due gruppi e attesta che la presenza media delle grandi è superiore del 57% rispetto all’Eredivisie, il miglior campionato dopo quelli che rappresentano l’élite d’Europa. Oltre ad avere stadi più grandi e una posizione di mercato più forte, la maggior parte delle squadre di questi campionati godono di strutture all’avanguardia che offrono un’esperienza unica ai loro fan.

Veronica Casarin
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