Header Ads

Stadio dei Marmi “Pietro Mennea”: impianto polifunzionale per atletica leggera running e sport all'aperto.



Con la seconda edizione italiana del Longines Global Champions Tour, circuito considerato la Formula 1 del Salto Ostacoli, ideato dall’olandese Jan Tops, lo Stadio dei Marmi si apre al pubblico degli appassionati degli sport equestri e dei curiosi.
Ancora una volta la legacy sportiva è protagonista. Costantemente riqualificato e migliorato dal CONI, lo Stadio dei Marmi negli anni ha saputo distinguersi per la sua duttilità, a fronte di un aspetto iniziale che parrebbe vincolato alle sole discipline di Atletica Leggera, come previsto tra l’altro nel progetto risalente al 1928.

L’ evento aperto al pubblico gratuitamente, quest’anno, ha visto una maggiore attenzione degli organizzatori per la protezione del prato e della pista. Ottocento metri cubi di sabbia a protezione del manto erboso, tappeti di gomma e protezioni, ma, aspetto ancor più importante, è la realizzazione di un villaggio commerciale con protezioni mobili in legno, tale da non danneggiare il tartan delle sei corsie della pista di atletica.

Basti pensare che la cornice, in cui si sono svolte le gare, è la stessa che ha ospitato l'VIII Silverbowl nel 1996, vinto dai Nightmare Piacenza sugli Elephants Catania, e la finale del campionato italiano di rugby a 13 2010-11 tra i Gladiators Roma XIII e Rex Albinea Reggio Emilia.

Un impianto dalla polifunzionalità innata, che si apre quotidianamente agli appassionati di running, di sport all’aperto, in grado di accogliere 5.280 spettatori sulle gradinate in marmo di Carrara e che ogni anno a fine maggio ospita famiglie, bambini, scuole, sportivi di ogni età per il Runfest.
Protagonista Roma in particolare, che da un lato vede la necessità di tenuta dell’impianto al termine delle competizioni, dall’altro la possibilità che più realtà sportive contemporaneamente possano beneficiare in varie forme di uno stesso impianto.
A maggior ragione, in un periodo di forte dibattito politico sul “Sì” o “No” alla candidatura di Roma 2024, questa legacy positiva che si rinnova grazie a questo genere di eventi è un monito per il prosieguo degli addetti ai lavori sulla via già imboccata, che è della sostenibilità dello sviluppo degli impianti sportivi attraverso una loro rigenerazione continua, in luogo di una costruzione di nuove opere.

Pierpaolo Volpe
pierpaolo.volpe2012@libero.it
Visualizza il profilo di Pierpaolo Volpe su LinkedIn
© Riproduzione riservata




Nessun commento