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Golf e beneficenza: raccolti 130.000 euro con la Pro Am della speranza

Grande traguardo per la storica gara di golf organizzata a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro giunta al 30° anno di attività.

Servirà a finanziare l’acquisto di un sistema di monitoraggio completo dei pazienti (investigation clinical oncology) la cifra raccolta in occasione dell’edizione 2016 della Pro Am della Speranza, storico torneo golfistico di charity a sostegno dell’Istituto di Candiolo – IRCCS (To). Quest’anno, per il suo 30° anno di attività, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha raggiunto un traguardo straordinario: 130.000 euro infatti i fondi raccolti durante la XVIII edizione della competizione, 10.000 euro in più rispetto allo scorso anno. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Sadem - Gruppo Arriva, main partner dell’iniziativa.

Ad aggiudicarsi il primo posto nella classifica netta il team composto dal Pro Gian Vittorio Canonica e dagli amateur Attilio Boscolo, Enzo Rodella e Giorgio Dal Degan (con 133 colpi). Al vertice invece della classifica lorda la squadra capitanata dalla professionista Alessandra Braida insieme a Gloria Cravotto, Carlo Casalegno e Alessandro Aloi (138 colpi). Oltre a loro sono scesi sul green del Royal Park I Roveri di Torino, sede dell’evento per il quinto anno consecutivo, anche nomi di prestigio fra cui Edoardo Molinari e Andrea Agnelli insieme a più di 50 amateur e tante aziende sostenitrici. La raccolta non si è fermata sul green ma è proseguita durante la serata con una lotteria organizzata durante la cena di gala curata dallo chef stellato Davide Oldani, ideatore della “cucina pop”.


La Pro Am della Speranza nasce nel 1998 come manifestazione benefica che, attraverso il connubio di golf e solidarietà, ha come obiettivo primario la raccolta fondi per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – Onlus. Le risorse raccolte, circa 350.000 euro solo nelle ultime tre edizioni, hanno permesso la realizzazione della Seconda Torre della Ricerca e l’acquisto di alcune importanti apparecchiature tecnologiche dell’Istituto di Candiolo.











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