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Manchester United, senza Champions League a rischio il 30% del contratto con adidas

La   mancata qualificazione alla prossima Champions League per il Manchester United - la seconda consecutiva -  potrebbe costare cara al club inglese. Il riferimento è al contratto milionario che lega i Red Devils ad adidas (circa 94 milioni di euro per 10 anni); in particolare, il brand tedesco potrebbe esercitare una clausola che gli permetterebbe di abbattere di circa il 30% la cifra annua destinata al club nel caso in cui quest'ultimo non riuscisse a qualificarsi per due anni di fila alla massima competizione europea. Il conto è presto fatto, il danno economico ammonterebbe a circa 28 milioni di euro.

E dire che le probabilità che lo United non si qualifichi alla prossima Champions League non sono poi così poche, nonostante i 150 milioni di Euro spesi nel corso dell'ultima finestra di calciomercato per portare all'Old Trafford giocatori del calibro di Paul Pogba, Zlatan Ibrahimovic, Henrihk Mkhitaryan, e Eric Bailly. I diavoli rossi non hanno infatti iniziato nel migliore dei modi la propria stagione, e dopo 13 gare di Premier League occupano il 6° posto in classifica a quota 20 punti, distanti di 8 lunghezze dall'Arsenal quarto (ultimo piazzamento utile per disputare i preliminari di Champions League) e di 11 dalla capolista Chelsea. 

A colpire maggiormente sono soprattutto i pochissimi punti raccolti fra le mure amiche, appena 10 in 7 incontri di campionato disputati.
La società comunque si dichiara tranquilla, e punta a raggiungere l'obiettivo dei 540 milioni di sterline di fatturato, pari a circa 630 milioni di euro.



Il club ha infatti comunicato di aver chiuso il primo temestre con un fatturato di circa 120 milioni di sterline e un Ebitda di 31,2 milioni (per l'intero anno le stime dovrebbero portare una cifra vicina ai 180 milioni, non molto lontana dunque dai 192 milioni maturati nell'ultimo bilancio approvato al 30 giugno 2016).

Le entrate commerciali sono cresciute rispetto al primo trimestre del precedente anno e raggiungono quota 74.3 milioni,  3,1 in più rispetto all'ultimo periodo. Facile intuire come su quest'ultimo dato pesino in maniera esponenziale le attività di merchandising generate a seguito delle acquisizioni di Pogba e soprattutto Ibrahimovic.

A incidere nel bilancio sono però i mancati proventi derivanti dalla partecipazione alla Champions League, con particolare riferimento al mancato incasso del ticketing che la squadra avrebbe avuto per i 3 match europei che avrebbe fin qui disputato, e in maggior misura, con i mancati incassi garantiti dalla Uefa (in termini di partecipazione, e bonus per gare singole). E' tuttavia doveroso far presente come questi ultimi siano stati compensati dai maggiori importi di cui il club ha beneficiato in virtù del nuovo contratto sui diritti tv siglato dalla Premier League e vigente a partire dalla stagione in corso.

Il Manchester United si conferma dunque "maestro" fuori dal campo, in virtù di una gestione attenta ed oculata; certo è che se la società vuole raggiungere il record europeo di fatturato, indispensabile è l'approdo nella prossima Champions League, che potrebbe portare circa 70-80 milioni di Euro addizionali nelle casse del club.

Francesco Sottile
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