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Nuova rubrica di sky sport 24 sullo stato di abbandono degli impianti sportivi in Italia


Sky sport 24 ha presentato una nuova rubrica che ha l'obiettivo di analizzare lo stato di abbandono, e la bassa qualità degli impianti sportivi in Italia nei prossimi otto giorni.

A presentare questa rubrica, nell'edizione di ieri delle 13.30, è stato il Direttore di sky sport 24, Matteo Marani, che ha presentato la netta differenza che esiste tra gli impianti sportivi presenti oggi in Italia con gli altri paesi d'Europa.

Ovviamente il Direttore ha parlato soprattutto degli stadi calcistici, essendo il calcio sport nazionale, ma anche gli impianti delle altre discipline, come ha fatto giustamente notare, non sono impianti moderni e di gran valore.

"Gli stadi italiani sono anziani, la maggior parte sono stati costruiti prima della II guerra mondiale, e anche se rinnovati in occasione di Italia 90, essi rimangono datati e scomodi, non più adatti ad ospitare un evento che al giorno d'oggi è diventato spettacolo. Questo influisce notevolmente sul numero di spettatori presenti durante le gare. Ed è proprio questo il dato più drammatico rispetto ai competitor. In Germania e in Inghilterra, paesi che rappresentano il benchmarking del settore, la capienza è sempre tra il 50 e il 90 per cento, ed è raro che il valore sia vicino al 50%, mentre in Italia abbiamo interi settori vuoti"; ha dichiarato Marani, che  ha poi continuato dicendo: "I Presidenti devono capire che questo investimento, con il passare del tempo porta benefici economici importanti; basta guardare la Juventus che ha visto i propri ricavi aumentare di 191 milioni di euro all'anno. All'estero il ricavo derivante dall'impianto di proprietà genera 1/3 dei ricavi, mentre in Italia il 60% degli introiti arriva dai diritti tv. In Inghilterra ogni tifoso spende in media 45 euro di spesa extra biglietto allo stadio, in Italia tale spesa è di 9 euro".

La prima città ad essere visionata è stata Roma, dove è stato svolto un servizio che ha fatto vedere lo stato di abbandono dli alcuni impianti, come lo Stadio Flaminio, non più utilizzato dopo il fallimento dell'Atletico Roma nel 2011, e che per essere ristrutturato necessita di un investimento di 6 milioni di euro. Altro impianto visionato nel servizio è stata la città dello sport di Tor Vergata, che doveva essere utilizzata in occasione dei mondiali di nuoto del 2009. e che non è stata ultimata, ed è costata 200 milioni di euro. In fine è stata fatta vedere  la situazione dell'ippodromo di Tor di Valle, dove la Roma vorrebbe costruire il nuovo stadio.

Il fatto che, anche un importante emittente inizi con frequenza a sottolineare la necessità di una svolta dal punto di vista degli impianti, contribuirà a dare una scossa al settore?

Fabrizio Tarzia

fabriziotarzia@virgilio.it

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