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Sponsorizzazioni: il caso Bode Miller. Gli aspetti legali della controversia tra lo sciatore e il brand Head.

Anche i non amanti dello sci alpino ricorderanno benissimo lo sciatore statunitense Bode Miller, atleta fuori dal comune, capace di vincere in tutte le cinque specialità.
Dopo anni di dominio del ranking mondiale e olimpico, nel febbraio 2015, durante una rovinosa caduta, subì una lesione al polpaccio che lo costrinse a dare l’addio definitivo alle gare.
Durante lo stesso anno lo sciatore, ambassador di punta del brand Head, decise di risolvere anticipatamente, di un anno per l’esattezza, il proprio contratto, non nascondendo la volontà di legarsi ad un altro brand.

Il contratto sottoscritto nel 2006 e rinnovato per ben due volte nel 2007 e nel 2012 prevedeva la fornitura completa di sci, attacchi e scarponi.
Le parti si accordarono quindi sulla risoluzione firmando un accordo per cui Bode Miller si sarebbe impegnato a non usare materiali tecnici differenti da Head se mai avesse deciso di tornate a gareggiare in Coppa del Mondo entro la stagione 2016/17. Una mossa fortemente voluta dalla casa americana, che stante gli investimenti fatti sullo sciatore, non voleva compromettere tutto il lavoro svolto negli anni passati. Head infatti acconsentì alla risoluzione anticipata basandosi proprio sulla inequivocabile volontà di Miller, ribadita anche dall’entourage dello sciatore in sede di accordo, di ritirarsi dall’attività agonistica.

È notizia recente che l’americano sarebbe pronto a tornare in pista per disputare la sua ultima stagione in coppa del Mondo. Scelta quanto mai azzardata vista la sua latitanza dalle piste e la sua età (39 anni il 12 ottobre). Scelta, inoltre, che ha destato stupore e delusione da parte dei massimi dirigenti di Head.
Le intenzioni di Bode Miller infatti sono ben precise: tornare in pista ma con materiali diversi da Head, più precisamente con Bomber Ski.

Brand italiano sul cui sito Internet e canali social campeggiano le foto dello sciatore americano. Miller sa bene che, se si dovesse presentare al cancelletto di partenza senza usare ed indossare materiali Head, rischierebbe moltissimo. Si presume infatti che le parti abbiano già determinato preventivamente, all’interno dell’accordo di risoluzione, le cosiddette liquidated damages clause e quindi il quantum del risarcimento. La strategia dello sciatore, studiata di concerto con i suoi legali, è quella di far dichiarare la nullità dell’accordo di risoluzione con Head chiamando in causa la casa produttrice.

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L'articolo integrale è stato pubblicato sul digital magazine b2s business to sport
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