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Analisi tecnica sul bilancio 2015/16 dell'Hellas Verona FC

"Hellas Verona Football Club S.p.A." ha chiuso l’esercizio 2015/16 con un utile di 731.704 Euro. L’esercizio precedente si era chiuso con una perdita di 6,9 milioni di Euro. Sul raggiungimento del risultato positivo ha influito positivamente l’aumento dei ricavi e la riduzione dei costi, segnatamente il costo del personale e i costi per servizi, tra cui i costi per i procuratori.

Mentre i risultati economici possono mostrare il raggiungimento di un sostanziale equilibrio, facendo leva sul controllo dei costi, i risultati sportivi non sono stati soddisfacenti. La conseguenza è che se non si verificasse una pronta risalite nel massimo campionato, occorrerà far fronte ad una importante riduzione dei ricavi. Non a caso gli Amministratori hanno scritto che “la retrocessione in Serie B rappresenta il fattore di rischio economico e finanziario principale”.

Per quanto riguarda la stagione sportiva 2015/16, la prima squadra non è riuscita a conquistare la permanenza in Serie A, perché è arrivata ultima con 28 punti.

La Società.

“Hellas Verona Football Club S.p.A.” era controllata dalla società “HV7 S.p.A.”, e non era soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte dell’unico azionista.
HV7 S.p.A. ha ceduto alla sua azionista controllante Falco Investment S.A. l'intera partecipazione del capitale sociale di Hellas Verona F.C. S.p.A. “Hellas Verona Football Club S.p.A.” continua a non essere soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi e per gli effetti degli artt. 2497-bis e ter del Codice Civile da parte dall'azionista Falco Investment S.A. in quanto lo stesso non è intervenuto nella conduzione degli affari della società ed ha svolto il ruolo di azionista detenendo e gestendo la partecipazione nella società.

La società ha intrattenuto con “HV7 S.p.A.” un contratto relativo all’utilizzo della sede sociale, ad un canone pari a € 244 mila.
Per il triennio 2013/14 – 2015/16, “Hellas Verona Football Club S.p.A.” ha esercitato l’opzione per l’adesione al consolidato fiscale, in qualità di soggetto consolidato, con la società “Seven 23 S.r.l.” in qualità di consolidante.
Dall’anno solare 2015 “Hellas Verona Football Club S.p.A.” ha aderito alla procedura Iva di Gruppo, con la controllante HV7 Srl e la controllata “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.” , la procedura è stata rinnovata anche per l'anno 2016, ma successivamente interrotta in ragione della variazione intercorsa nella compagine sociale.

Durante il 2014/15 è stata assunta una partecipazione pari al 88,89% nella società “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.”. Con “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.”, durante il 2013-2014 si è verificata l’operazione “cessione marchio”.

La Continuità Aziendale (going concern).

Gli Amministratori hanno redatto il bilancio di esercizio al 30 giugno 2016 nella prospettiva della continuità aziendale. Tale continuità è garantita dal “paracadute” riconosciuto alle squadre retrocesse in serie B, adottando criteri e metodologie di continuità con la stagione 2015/16, “salvaguardando le priorità al fine di raggiungere un equilibrio economico-finanziario”.

Per garantire il fabbisogno finanziario si è proceduto alla cessione di calciatori o che garantivano entrate finanziarie importanti o che non erano più funzionali al progetto tecnico.

Nella finestra di calciomercato estivo della stagione 2016/17 si è proceduto a cessioni per Euro 11.671.000 e acquisizioni per Euro 3.853.000.

Lo Stato Patrimoniale.


Il totale dell’Attivo, ossia il totale dei mezzi a disposizione, è aumentato del 5,6%, da € 61,28 milioni a € 64,71 milioni.
Le immobilizzazioni immateriali incidono per il 28,85% sull’attivo.
Le immobilizzazioni finanziarie sono pari ad € 5.092.883 e comprendono la cifra di € 92.883 riguardante la partecipazione in “Hellas Verona Marketing & Communication S.r.l.” per l’88,9%; ed € 12.833 per depositi cauzionali.
I crediti sono diminuiti da € 42,9 milioni a € 38,9 milioni e rappresentano il 60,06% dell’attivo. La principale voce dei crediti riguarda i crediti verso enti settore specifico per € 20,9 milioni seguiti dai crediti verso clienti, pari a € 12,1 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,215 (1,055 nel 2014/15), ciò vuol dire che, adottando il principio di continuità aziendale, al 30.06.2016, il club possedeva dei beni il cui valore era sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,72 (0,81 nel 2014/15), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe sufficiente per pagare i debiti a breve termine.
Invece, non considerando i ratei e i risconti passivi, pari a € 11,4 milioni, l’indice sale a 0,95.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,87, superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,22 (0,06 nel 2014/15).
Infatti, l’equity ratio, ossia l’indice di autonomia patrimoniale, è molto basso ed è pari a 17,7% (5,3% nel 2014/15). Il ricorso al capitale di terzi risulta preponderante, perché pari all’82,3%.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 30.06.2016 ammontano a € 38,7 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 52,9 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 0,88, comunque inferiore alla soglia massima consentita del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

SOSTENIBILITA’ DEL PASSIVO
A fronte di un totale delle passività, intese come “liabilities” pari a € 53,2 milioni (€ 58 milioni nel 2014/15), si contrappone un EBITDA positivo per € 7,9. Il rapporto tra il totale lordo delle passività e l’EBITDA è pari a 6,68. In altri, termini, nel 2015/16 la gestione economica, impiegherebbe 6,68 anni per pagare il passivo, da questo deriva una gestione che deve fare leva anche sui valori dell’attivo.

Il Valore della Rosa.

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori rappresenta il 21,05% (19,06% nel 2014/15) del totale dell’attivo.




Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta in aumento da € 11,68 milioni a € 13,62 milioni. La variazione è dovuta ad investimenti per € 9,26 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo di € 1,39 milioni, ad ammortamenti per € 5,7 milioni e svalutazioni per circa 200 mila Euro.
L’acquisto più oneroso è stato Matteo Franchetti (Genoa) per € 3,5 milioni, seguito da Wzolek Pawel (Sampdoria) per € 2 milioni e Matteo Bianchetti (Inter) per € 1,6 milioni.
Tra le cessioni con l’importo più rilevante spiccano: Ionita (Cagliari) per € 4,5 milioni con una plusvalenza di € 4,4 milioni; Andriuoli ceduto al Genoa per € 3.500.000 con una plusvalenza di pari importo.

Il Grado Copertura Patrimonio Calciatori con i mezzi propri.
Il Grado Copertura Patrimonio Calciatori indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. E’ auspicabile che tale rapporto sia almeno pari a 1. Nel caso in questione il rapporto tra mezzi propri e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 0,84 (0,28 nel 2014/15).

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 11.466.481 (€ 3.234.776 nel 2014/15). Rispetto al 2014/15 si è verificato un incremento di € 8,2 milioni, corrispondente all’utile di esercizio per € 731.704 ed ad un versamento in conto capitale per Euro 7.500.000. I mezzi propri finanziano solo il 17,7% dell’attivo.
Il Patrimonio Netto, essendo positivo, è conforme a quanto richiesto dal Fair Play Finanziario.

La Posizione Finanziaria Netta.


L’indebitamento di natura finanziaria 2015/16 al netto delle disponibilità liquide è diminuito da € 22 milioni a € 12,19 milioni.
I debiti finanziari verso società controllante ammontano a € 3.910.728.
I debiti bancari diminuiscono da € 2,85 milioni a € 540 mila. Tali debiti riguardano un mutuo con Unicredit per un importo residuo di € 58 mila e scadenza 31/12/2016 e lo scoperto con MPS per Euro 482.000, riguardante una linea di credito estinta il 1° agosto 2016.
I debiti verso altri finanziatori riguardano anticipazioni finanziarie ricevute. Al termine della stagione 2015/16 è stata chiesta un’anticipazione finanziaria per € 10 milioni, riguardante il “paracadute retrocesse”.
Le disponibilità liquide risultano aumentate da € 80.281 a € 1,11 milioni.
Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è positivo per € 4,97 milioni (€ 5,78 milioni nel 2014/15). I crediti verso enti settore specifico ammontano a circa € 20,94 milioni (€ 19,56 milioni nel 2014/15). L’importo maggiore riguarda il credito verso la Roma di € 6 milioni per Iturbe.
I debiti verso enti settore specifico ammontano a € 15,96 milioni (€ 13,78 milioni nel 2014/15). L’importo maggiore riguarda i debiti verso la Lega Nazionale Professionisti per € 8.847.000, seguito dai debiti verso agenti FIFA per Euro 5.071.000.
Per quanto riguarda il debito verso la Lega Nazionale Professionisti, l’importo maggiore riguarda la Roma per € 3.250.000 per Viviani.

Altri debiti.

I debiti tributari ammontano a € 1.088.218 (€ 173.519 nel 2014/15), di cui € 803 mila per ritenute IRPEF, e i debiti verso Istituiti previdenziali risultano pari a € 285.709 (€ 283 mila nel 2014/15). Nella Nota Integrativa è specificato l’adempimento degli obblighi nel mese di competenza.
I debiti verso i propri Dipendenti ammontano a € 3.840.000 (€ 7.953.000 nel 2014/15) e si riferiscono alle mensilità di giugno 2016 oltre ai premi maturati. Nella Nota Integrativa è specificato il puntuale pagamento alle scadenze.
I debiti verso il Comune di Verona aumentano da € 1.342.000 a € 1783.000.

Il fondo rischi e oneri diminuisce da € 4.240.174 a € 2.698.561. In particolare, il fondo rischi liti e contenzioso diminuisce da € 119 mila a € 26 mila, per intervenuti accordi stragiudiziali.

La Gestione Economica.

Il valore della produzione è aumentato del 10,7%, da € 51,1 milioni a € 56,5 milioni.
I costi della produzione sono inferiori, perché sono diminuiti, del 5,3%, da € 58,28 milioni a € 55,2 milioni, a causa soprattutto della riduzione del costo del personale da € 33,9 milioni a € 30,2 milioni e dei costi per servizi.
La differenza tra valore e costi della produzione è positiva per € 1.349.390, mentre nell’esercizio precedente era negativa per € 7.187.512.


I Ricavi

Il fatturato, al netto delle plusvalenze realizzate, degli altri ricavi da Player Trading e degli storni dei costi per il vivaio, risulta aumentato da € 38,2 milioni a € 41,2 milioni.
I diritti TV aumentano del 6,2%, da € 24.890.993 a € 26.426.000.
I ricavi commerciali pari a € 2,6 milioni (€ 1,88 milioni nel 2014/15), riguardano proventi da sponsorizzazioni per € 1.706.000 (€ 1.243.226 nel 2014/15), proventi pubblicitari per € 721.000 (€ 622.359 nel 2014/15) e proventi commerciali e royalties per € 179.000 (€ 19.964 nel 2014/15). Gli sponsor ufficiali (Metano Nord, Leaderform Spa, Sec Ponteggi e Jet Coin) hanno contribuito con € 1.515.000 (€ 1.050.000 nel 2014/15). Lo sponsor tecnico Nike ha contribuito con € 191 mila (€ 193.000, sempre con Nike nel 2014/15).
I ricavi da gare diminuiscono del 10,8%, da € 5,12 milioni a € 4,57 milioni, a causa soprattutto della riduzione dei ricavi della biglietteria per gare campionato da € 1.550.000 a € 1.371.000 e della diminuzione dei ricavi per abbonamenti da € 3,29 milioni a € 3,11 milioni. La campagna abbonamenti relativa alla stagione sportiva 2015/16 ha visto la sottoscrizione di n. 13.207 abbonamenti (n. 14.107 nel 2014/15) con un incasso lordo di Euro 3.569.000.
Mentre, la campagna abbonamenti 2016/17 ha registrato la sottoscrizione di n. 10.191 abbonamenti per un incasso lordo di Euro 1.956.000.

Tra i ricavi e proventi diversi pari a € 3.723.638 (€ 2.206.848 nel 2014/15), è compreso l’accordo con “Infront” per lo sfruttamento dell’archivio che ha fruttato € 1.800.000.

Il Player Trading.



Il risultato economico delle operazioni di mercato, ossia i ricavi e le plusvalenze al netto delle minusvalenze e dei costi legati al trasferimento dei calciatori, è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti dei calciatori. Tale circostanza, verificatasi anche negli esercizi precedenti è indicatore di una particolare attenzione alle operazioni di calciomercato da parte della società.
Le plusvalenze realizzate sono pari a € 12.158.179 (€ 10,3 milioni nel 2014/15). La plusvalenza più importante è stata quella legata alla cessione del calciatore Ionita, che è stato ceduto al Cagliari per € 4.5 milioni e che ha determinato una plusvalenza di € 4.410.000. Le altre plusvalenze riguardano la cessione dei calciatori Andriuoli (Genoa) per € 3.500.000; Sala (Sampdoria) per € 1.937.000 e Lancia Salvatore (Sampdoria) per € 1 milone.
Le minusvalenze sono state rilevate solo per € 756 mila (€ 14 mila nel 2014/15).
I proventi derivanti dalla cessione temporanea di calciatori sono stati pari a € 2.490.000 e comprendono il prestito di Sala alla Sampdoria per 2 milioni di Euro.
Gli oneri derivanti dall’acquisizione temporanea di calciatori sono stati pari a € 220.000 e comprendono il prestito di Wzolek Pawel dalla Sampdoria per 180 mila Euro.
Gli ammortamenti dei calciatori sono aumentati da € 5,1 milioni a € 5,7 milioni.

I Costi.

Il costo del personale, pari a € 30,2 milioni (€ 33,9 milioni nel 2014/15), risulta diminuito dell’11%.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto resta elevata perché pari al 73,3% circa, ma in diminuzione rispetto all’88,9% del 2014/15.
Il Regolamento del Fair Play Finanziario auspica che tale rapporto sia inferiore al 70%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,67 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, che è di 0,9.

Gli ammortamenti e le svalutazioni complessive sono pari a € 6.624.050 (€ 6.213.775 nel 2014/15), di cui € 5,7 milioni per ammortamento calciatori, € 581 mila (€ 546 mila nel 2014/15) per ammortamento delle altre immobilizzazioni immateriali ed Euro 208 mila per svalutazione di Robusic e Ravasi.
Tale voce incide per il 12% sui costi della produzione.
Le spese per servizi diminuiscono di circa € 1,53 milioni, da € 11,85 milioni a € 10,32 milioni. I costi per le competenze dei procuratori diminuiscono da € 4.973.000 a € 1.673.000. I costi amministrativi e generali ammontano a € 3.422.000 (€ 2.672.000 nel 2014/15). I costi per il settore giovanile diminuiscono da € 673 mila a € 602 mila.
Non avendo infrastrutture sportive di proprietà, Hellas Verona paga € 783 mila per l’affitto di impianti sportivi comunali, € 30 mila per l’affitto di campi sportivi ed € 261 mila per l’affitto di altri locali (di cui € 244 mila verso HV7 SpAl).
Per quanto riguarda la gestione finanziaria, gli interessi passivi verso altri finanziatori sono diminuiti da € 1.228.000 a € 607.000.

Conclusioni.


Il bilancio 2015/16 di Hellas Verona è caratterizzato dal raggiungimento dell’equilibrio economico. Tuttavia, a causa della retrocessione in serie B, per la continuità aziendale si è fatto affidamento al “paracadute retrocessione”. Pertanto sarà importante una pronta risalita nella massima serie.

Luca Marotta
http://luckmar.blogspot.it/

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