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Bilancio Carpi 2015/16: utile frutto di un attento controllo di gestione.

29/03/170 commenti



La società Carpi FC 1909 srl, che controlla la squadra di calcio del Carpi, ha chiuso il bilancio 2015/16 con un utile netto di € 223.705.
Secondo gli Amministratori si tratta di buon risultato reso possibile dalla militanza in Serie A e ad un attento controllo di gestione.

Dal punto di vista sportivo ha disputato il Campionato di Serie A, classificandosi al diciottesimo posto con 38 punti e retrocedendo in Serie B.

La Continuità Aziendale (going concern).

La società di Revisione ANALISI SPA ha attestato che il bilancio di esercizio è conforme alle norme che ne disciplinano la redazione.

La struttura dello Stato Patrimoniale.



I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, che ammontano complessivamente ad Euro 5,7 milioni, incidono per il 38,9% sul totale dell’attivo. Quelli riguardanti i giovani calciatori sono pari a € 2.651.645 (€ 2.076.000 nel 2014/15).
Le disponibilità liquide incidono per il 25,7% sul totale dell’attivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi Debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,04, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,53, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 4.195.426.
L’attivo circolante (senza ratei e risconti attivi) ammonta a 6,5 milioni di Euro, mentre il totale delle passività correnti del Club, con esclusione dei ratei e risconti passivi, raggiunge la cifra di 9,77 milioni di Euro.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,63, superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

Il Patrimonio Netto
Il Patrimonio netto è positivo e ammonta a € 557 mila; nel 2014/15, era pari ad € 333 mila.
La variazione è dovuta all’utile di esercizio.
Il Patrimonio netto finanzia solo il 4% dell’attivo, per il resto si fa ricorso a capitale di terzi.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,04.
Infatti, l’equity ratio è molto basso ed è pari a 4%. Il ricorso al capitale di terzi appare dominante.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 30.06.2016 ammontano a € 10,11 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 18 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 0,63, comunque inferiore alla soglia massima consentita del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

La Posizione Finanziaria Netta

La Posizione finanziaria netta risulta positiva per 3,8 milioni, a causa di debiti bancari per € 48 mila e disponibilità liquide per 3,86 milioni.



I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 1,29 milioni.
I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 1,99 milioni.

Debiti con dipendenti, fisco e altri Enti.

I debiti verso Dipendenti ammontano ad € 1.165.538, con data di estinzione agosto 2016.
I debiti Tributari risultano pari ad € 3.673.817, di cui € 3.332.549 entro l’esercizio. Tali debiti comprendono Debiti IVA (2012 e 2014) rateizzati, per complessivi € 498 mila.
I debiti vs Istituti di previdenza ammontano ad Euro 448.997, di cui Euro 154.323 per debiti verso INAIL.

La Gestione Economica.

La Gestione Economica è equilibrata. Il valore della produzione aumenta del 228,4%; da € 10,388 milioni a € 34,1 milioni; mentre i costi della produzione aumentano del 204,27%, da € 10,76 milioni a € 32,75 milioni. La differenza tra valore della produzione e costi della produzione è positiva per € 1.345.386.



I Ricavi

Il fatturato netto risente positivamente della partecipazione al campionato di Serie A.
A causa della partecipazione al campionato di Serie A, i ricavi televisivi aumentano da € 2,3 milioni a € 23,3 milioni.
I Ricavi da gare aumentano da € 576 mila a € 2,65 milioni. Gli abbonamenti sono aumentati da € 138.711 a € 940.475.
Anche i ricavi commerciali aumento da €1,97 milioni a € 4,2 milioni. I ricavi da sponsorizzazioni risultano pari a € 1.535.877. Gli sponsor ufficiali hanno contribuito con € 791.523. Lo sponsor tecnico ha contribuito con € 736.254, le altre sponsorizzazioni hanno contribuito con € 8.100.
L’attività di merchandising e licensing ha prodotto ricavi per € 26.652.
La capitalizzazione dei costi del vivaio è stata pari a € 226.428.

Il Player Trading



Il risultato del Player trading nel 2015/16 è negativo per 1,15 milioni, perché il risultato della gestione economica dei calciatori non è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti.
L’ammortamento della rosa calciatori è stato pari a Euro 2,83 milioni, di cui € 1.674.335 per i calciatori del settore giovanile.
La plusvalenza più importante ha riguardato la cessione di Campobasso Antonio al Chievo, che ha fatto registrare una plusvalenza di € 2.250.000.
I costi per acquisizione temporanea di calciatori è stato pari a Euro 295 mila. Il costo del prestito di Sabelli dal Bari è stato di € 250 mila.

I Costi per servizi aumentano di 3,7 milioni, da € 1,7 milioni ad € 5,4 milioni ed incidono per il 16,7% sui costi della produzione. Tali costi riguardano spese amministrative, pubblicitarie e generali per € 3,7 milioni (€ 784 mila nel 2014/15).
I costi per godimento beni di terzi ammontano a 625 mila Euro e riguardano per € 384.973 l’affitto di locali e per € 186.486 l’affitto campi e impianti sportivi.

Costo dei dipendenti
Il Costo del personale ammonta ad Euro 17,26 milioni (€ 5,47 milioni nel 2014/15).
Il costo del personale incide per il 54,9% sul Fatturato Netto. L’incidenza del Costo del Personale sul fatturato netto, indica il grado di rigidità economica della società. Quanto più è basso quanto più mostra la capacità della società di essere in equilibrio economico.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore risulterebbe di 1,16 tale valore sarebbe al di sopra del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, che è di 0,9; tuttavia il valore medio della produzione, sarebbe penalizzato dal campionato di Serie B 2014/15 e 2013/14.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 257,9% (78,11% nel 2014/15), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 257,9 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa quatto mesi.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 1,38 milioni e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 11,3 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadaganati circa 0,2 Euro.

Il Risultato prima delle imposte è positivo per 1,37 milioni di Euro. Nell’esercizio precedente era positivo per € 42.709.

Il Risultato netto è positivo per 223.705.

Conclusioni.

Il Carpi ha improntano la sua gestione al perseguimento dell’equilibrio economico e ha dimostrato come, con questa filosofia gestionale, si possano raggiungere anche risultati sportivi importanti. Basti pensare al fatto che il Carpi ha disputato il campionato di Lega Pro nel 2012/13 e nel 2015/16 il Campionato di Serie A.

Luca Marotta
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