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La spaccatura in Serie A porta al commissariamento della Lega di Serie A

Da oggi è ufficiale il commissariamento della Lega di Serie A, da parte del Presidente della FIGC, Carlo Tavecchio. Ripercorriamo i passaggi che hanno portato la Lega a tale esito.

Durante l'ultima assemblea della Lega di Serie A, i 6 rappresentati dei 6 club con più elevato bacino d'utenza, vale a dire le c.d. "big", che sono: Juventus, Milan, Inter, Fiorentina, Roma e Napoli hanno abbandonato l'assemblea, in quanto contrari all'insubordinazione degli altri 14 club, ovvero le c.d. "piccole" che vogliono ridiscutere il criterio della ripartizione dei diritti tv. 

A fare da portavoce delle big, è stato l'A.D. da allora del Milan, Adriano Galliani, il quale ha rilasciato agli organi di informazione le seguenti dichiarazioni: "'E' una insanabile spaccatura tra 14 club di Serie A e le altre 6, che rappresentano l'80% dei tifosi italiani! Per questo abbiamo deciso di andare via. Allo stato attuale è impossibile trovare una soluzione. Non so cosa succederà, le 14 squadre sono riunite e decideranno cosa ritengono più utile fare! Sicuramente per gli aspetti economici ci vogliono 15 voti. Non sono possibili le proposte di modiche, di criterio di ripartizione che sono arrivate. La Governance è una foglia di fico, il problema principale sono i diritti televisivi. Vadano avanti da soli!".

A parlare per l'altra fazione, vi era invece il Presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, che ha dichiarato: "Le nostre proposte sono assolutamente ragionevoli. Noi abbiamo proposto i criteri standard nei principali campionati europei. L'assemblea resta aperta. Ci rivedremo in una data molto prossima".

Tale diatriba tra i due schieramenti, non è sicuramente sorprendente, ed è figlia delle solite questioni che si ripetono da anni, ovvero che i diritti tv in Italia rappresentano almeno il 60% dei ricavi per la maggior parte dei club di Serie A, e del criterio con cui gli introiti tv vengono ridistribuiti.

Da quello che si percepisce dall'esterno, è che ognuno tira l'acqua al proprio mulino; ovvero le big sanno che la maggior parte degli abbonati alle pay tv sono tifosi delle big, e che gli abbonati che tifano le piccole sono il 20% degli appassionati. Il gruppo dei 14 club, d'altro canto, sa che più passano le stagioni e più questa disparità di suddivisione delle risorse avrà sempre più incidenza anche sui risultati sportivi, perchè chi ha maggior ricavi può permettersi di acquistare calciatori di livello superiore ,che poi hanno incidenza sul risultato sportivo. Tale differenza di "potenza economica" in questa stagione si è notata notevolmente osservando i risultati del campo, dove mai come quest anno le piccole stanno ottenendo scarsi risultati, come testimoniano i punti necessari alla salvezza, considerando che solitamente sono necessari 40 punti, e in questa stagione, probabilmente, ne basteranno 30.

Con il Commissariamento, ora sarà curioso vedere che tipo di intermediazione farà Tavecchio per congiungere le esigenze delle due parti.

Fabrizio Tarzia

fabriziotarzia@virgilio.it
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