Header Ads

Formula Uno: il regolamento sportivo, la manipolazione nello sport e l’eccesso di regole


I nuovi “padroni” della Formula Uno, gli americani di Liberty Media si sono impegnati a e sono alla ricerca di soluzioni per rendere più appettibile lo spettacolo Formula Uno, in calo di interesse e di spettatori, sia in pista che davanti alla TV, negli ultimi anni.

“Qualsiasi tipo di manipolazione è la cosa peggiore che si può fare in uno sport” Questa frase recente del grande Niki Lauda andrebbe infissa a caratteri cubitali sul portone della FIA e di Liberty Media e costituire una sorta di “verbo” per chiunque voglia mettere mano al regolamento sportivo della Formula Uno. La Formula Uno, in realtà viveva di buona salute fino al 2004, anche quando il vincitore era sempre un certo Michael Schumacher su Ferrari. Poi, ufficialmente per aumentare lo spettacolo, ma in realtà per limitare lo strapotere di questo binomio, dal 2005 si è cominciato a metter mano al regolamento sportivo con regole sempre più assurde e contorte: è stato cambiato il format delle qualifiche che all’inizio addirittura prevedeva una somma dei tempi fra sessione del sabato e una sessione la domenica mattina (abortita dopo 7 gare), è stato imposto l’uso di un unico set di pneumatici per qualifiche e gara (regola con una sua logica se si ha un fornitore unico di pneumatici ma applicata nel momento sbagliato proprio quando c’erano due fornitori e quindi anche questa subito abortita per la sua pericolosità). E poi l’assurda regola della quantità di benzina da utilizzare per qualifiche e gara (altra stupidaggine perché non si capiva più se chi aveva fatto la pole fosse completamente scarico di benzina rispetto ad altri con conseguente svilimento del valore della pole stessa (guarda caso con il tempo anch’essa abolita) e ancora la regola artificiosa dell’obbligo di utilizzare entrambe le mescole messe a disposizione dal fornitore, regola del parco chiuso (in realtà apertissimo) e abolizione del warm up ecc., ecc. Insomma, se si analizzano storicamente tutte le pensate “geniali” che hanno riguardato il regolamento sportivo in questi anni si vede che queste non hanno affatto aumentato lo spettacolo ma lo hanno reso solo più falso e artificioso con conseguente “disamoramento” del pubblico che giustamente non ama assistere ad uno spettacolo a cui è chiamato a far da spettatore come fosse un somaro che non si rende conto delle manipolazioni. Io penso che la oramai famosa frase di Marchione “regole fatte da quattro ubriachi al bar” si attagli ancora meglio al regolamento sportivo che non a quello tecnico, che in realtà interessa meno l’appassionato, al di là di qualche esperto ingegnere. 

Ci dovrebbe essere una sola regola fondamentale: lasciar correre i piloti e i team e lo spettacolo viene da se. Poi, oltre a regole contorte, incomprensibili al grande pubblico, che non aumentano lo spettacolo ma lo rendono solo fasullo, c’è anche un problema di eccesso di regole. Si è voluto regolamentare tutto, inclusi sorpassi e doppiaggi. Un esempio: la regola che impone ai doppiati di farsi da parte entro tre curve dalla esposizione della bandiera blu per far passare chi li sta doppiando. Se le curve sono quattro: Drive through! Questo non è correre. E poi c’è il DRS ma se il DRS può essere un male minore, visti i problemi di aerodinamica in scia, perché regolamentarlo in maniera così ristretta e contorta? Solo certe zone, solo sotto il secondo, solo dopo l’autorizzazione della direzione gara. Quanto spettacolo in più si avrebbe se il pilota fosse libero di aprirlo dove e quando vuole? Tornando ai doppiaggi, una volta l’abilità di un pilota era data anche dalla capacità di effettuarli rapidamente (Senna su tutti) e il doppiato era libero di fare la sua corsa, senza ovviamente per questo difendersi ad oltranza dal sorpasso (andrebbe ricordato che anche lui sta correndo, magari anche per i punti, importantissimi per un team di seconda fascia e non è un turista in un auto di passaggio che per errore si è trovato sulla pista!) Anche la capacità nel superare i doppiati era un elemento di spettacolo e di variabile del risultato. Scusandomi per la disgressione sui doppiati e tornando all’eccesso di regole, ponendo un paragone tra l’ordinamento giuridico e l’ordinamento sportivo, chiunque sa che l’eccesso di leggi è un problema anche dell’ordinamento del nostro Stato (abbiamo avuto un ministro per la semplificazione). Vedendo come si è voluto in questi anni regolamentare tutto, con ovvi effetti deleteri, ecco, credo che anche la Formula Uno avrebbe bisogno di un ministro per la semplificazione!

Avv. Rodolfo Intelisano

Nessun commento