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L'Architetto Matt Rossetti racconta come sarà il nuovo stadio di Venezia

Intervistato da "Il Venerdì di Repubblica", Matt Rossetti, architetto statunitense con chiare origini italiane, che ha realizzato varie arene sportive come "The Palace Auburn Hills", casa dei Detroit Pistons, ha spiegato le sue idee in merito alle caratteristiche degli stadi moderni.

"Il momento dello sport non può essere isolato" spiega. "Va integrato nel quartiere, nella vita quotidiana. Perché le persone vanno motivate, altrimenti restano nel proprio salotto di casa a guardare la partita. Anche negli Usa le società sportive stanno lottando per contrastare l'emorragia di spettatori." Per fronteggiare ciò, secondo Rossetti servono tre elementi: design, sostenibilità e bellezza. 

Entrando più nel dettaglio, l'architetto racconta che lo stadio moderno deve essere come un salotto di casa: "I posti a sedere devono essere comodi, vicini al gioco. I giovani vogliono essere al centro dell'azione. Stop alle piccionaie. Sono andato a vedere delle partite in Italia. Mi sono sentito terrorizzato, oppresso, scomodo. Coinvolto in un'atmosfera da guerriero medievale che non cercavo".

In merito al caso specifico di Venezia, Rossetti nell'intervista parla delle attività collaterali necessarie in uno stadio moderno, dichiarando: "Non bisogna solo riqualificare gli stadi, ma anche i quartieri attorno. Lo stadio deve essere un cuore che pulsa con la città, non un battito isolato. E poi deve essere sicuro, perché oggi dove ci sono grandi folle c'è anche il rischio".

Il nuovo stadio veneto avrà una capienza di 22000 posti, dove 18000 saranno "generici" e 4000 "premium".  In merito alle tempistiche: "Il progetto è già avanti, il Sindaco è d'accordo, in tre anni dall'acquisizione del terreno si può fare". E attorno Tessera (sobborgo dove sorgerà l'impianto) sorgerà un quartiere con negozi, hotel con 80 camere, ristoranti. Un villaggio che vive 24 ore al giorno, collegato alla stazione via shuttle. Il tutto vicino all'aeroporto Marco Polo, che vanta oltre 10 milioni passeggeri all'anno. 

Rossetti conclude dicendo che una città turistica come Venezia deve guardare oltre al proprio bacino d'utenza: "Perché non pensare che i turisti abbiano piacere di andare allo stadio, dove possono mangiare, comprare, divertirsi? Squadre come il Chelsea guadagnano anche da visitatori che non sono di Londra". 

Fabrizio Tarzia

fabriziotarzia@gmail.com
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