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Niente stipendio e pari opportunità: il calcio femminile australiano in sciopero

La decisione è di quella forti, ma di fatto sta ottenendo quantomeno il clamore sperato. La nazionale di calcio femminile australiana è ufficialmente in sciopero dopo il fallimento della trattativa con la Federazione.

Il motivo del contendere è prevalentemente economico, la Federazione infatti non paga da due mesi le ragazze impegnate a vestire la maglia dell'Australia.

"Una decisione sofferta ma necessaria" a parlare è Lydia Williams, portiere della nazionale e figura di riferimento del calcio femminile australiano;" facciamo enormi sacrifici per rappresentare l'Australia, sono mesi che chiediamo a gran voce lo sviluppo del nostro movimento".

Uno sciopero mirato che mette a rischio due gare amichevoli, di cui una contro la seguitissima nazionale USA, simbolo del calcio femminile nel mondo.

Adam Vivian, chief executive della PFA - Professional Footballers Australia l'associazione di categoria, non ha fatto mancare il proprio appoggio " la Federazione ha perso un'occasione non capendo i sacrifici che le ragazze fanno per giocare nella nazionale"

Pugno duro delle Matildas, nome con cui vengono chiamate le ragazze della nazionale, che chiedono rispetto ma soprattutto parità di condizione ai loro colleghi maschi. Oltre al mancato riconoscimento di un giusto stipendio, le ragazze lamentano la mancanza di strutture per potersi allenare e competere quindi con altre nazionali di livelli ed in ultimo la mancata crescita del movimento.

"Vogliamo che il calcio sia uno sport che anche le ragazze possono scegliere e vogliamo essere una delle migliori nazionali al mondo " prosegue la Williams " chiediamo che la Federazione ci consideri al pari degli uomini e parte integrante del loro progetto".

Verrebbe da pensare insomma che tutto il mondo è paese, mai ci saremmo immaginati infatti che una nazione come l' Australia, che non vive di calcio ma sicuramente di sport, possa avere problemi come quelli italiani a livello di calcio femminile.

Ancora una volta possiamo riscontrare come le donne abbiano un trattamento minore e differente rispetto agli uomini. I sacrifici e l'impegno sono gli stessi, ma i guadagni no. 

Sara Messina 

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