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Debutto col botto della Ferrari a Wall Street. Apertura sopra i 60 dollari per il cavallino

Il giorno della quotazione in Borsa per la Ferrari è arrivato. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca e presidente di Ferrari, e John Elkann, presidente di Exor e Fca, hanno suonato la campanella di inizio degli scambi al New York Stock Exchange. Con loro c'erano anche Amedeo Felisa e Piero Ferrari, unico figlio vivente di Enzo Ferrari, fondatore della casa di Maranello.

Per l'occasione la facciata della Borsa di New York era coperta da una grande bandiera rossa con il cavallino al centro.

A Wall Street il titolo ha fatto il botto: sopra i 60 dollari per azione, contro un prezzo di collocamento di 52 dollari. Dopo i primi scambi avanza del 6,6% a 55,22 dollari. Ferrari "ha un grande potenziale non ancora esplorato", motivo per cui è possibile guardare al futuro con ottimismo ha detto Marchionne. Il presidente ha parlato dal floor del Nyse. "Il mondo è un posto grande", ha spiegato anticipando vendite positive. "Dobbiamo crescere sul fronte della domanda", aggiungendo come "la concorrenza non è all’altezza di Ferrari". "Al cuore del nostro brand - ha però precisato Marchionne - c’è lo stretto rapporto tra la società e la sua clientela. Perciò sarebbe quasi un suicidio cercare di espandere i nostri volumi fino a danneggiare questi rapporti". Poi sull’eventuale nomina di un nuovo amministratore delegato alla guida del Cavallino ha detto che Amedeo Felisa "è il meglio che c’è e dobbiamo molto a lui". 

Giuseppe Berardi

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