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Presentato a Milano il Report Calcio 2018 ( documento da scaricare)


Oltre 570mila gare ufficiali disputate in un anno, 32 milioni di appassionati, 4 milioni di praticanti e 1 milione e 400mila tesserati: bastano questi numeri, relativi alla stagione 2016/2017, per capire la dimensione del calcio italiano e, attraverso l’8ª edizione del ‘ReportCalcio’ presentata questa mattina a Milano, è possibile fare una valutazione approfondita del suo stato di salute, constatando diversi segnali di ripresa e alcune criticità ancora da superare.

Lo studio della FIGC, sviluppato in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC (PricewaterhouseCoopers) e presentato nell’ambito delle celebrazioni per i 120 anni della Federcalcio, mette in risalto il miglioramento della sostenibilità economica del calcio professionistico, che anche grazie agli effetti dei nuovi parametri di controllo economico-finanziario introdotti dalla FIGC e ispirati ai criteri del Financial Fair Play, ha portato tra il 2014/2015 e il 2016/2017 ad un incremento del valore della produzione del 28%. Scende anche il numero di club con un risultato netto negativo (dall’87% del 2014/2015 al 74%) e si rafforza il Patrimonio Netto aggregato (da 37 milioni del 2014/2015 a 358 nel 2016/2017). Resta però allarmante il dato dell'indebitamento complessivo del calcio professionistico, che sfonda per la prima volta nella storia il muro dei 4 miliardi.
Aumenta il numero di partite giocate dalle Nazionali (nel 2016/2017 disputate 206 gare, dato più alto delle ultime 6 stagioni) e crescono il profilo mediatico delle rappresentative Azzurre (audience totale in Italia 117,6 milioni di telespettatori) e quello social (7.7 milioni di follower, +45,3% rispetto al 2015). Da sottolineare poi il ruolo centrale del calcio nella contribuzione fiscale e previdenziale (negli ultimi 10 anni pari a 10,2 miliardi di euro) e la crescita dei ricavi da stadio (+2,9%), nonostante permanga il gap con gli altri Paesi europei nell’ambito dell’impiantistica sportiva.
Il ReportCalcio 2018 presenta infine il Football Spread©, una parametro in grado di riassumere il differenziale fra gli indicatori economici, patrimoniali e sportivi della Bundesliga tedesca (intesa come campionato benchmark) e quelli degli altri quattro campionati principali, prendendo come riferimento i ricavi medi per club, il rapporto tra fatturato e stipendi, l’incidenza del fatturato sul passivo totale, l’affluenza media allo stadio e il Ranking UEFA per club. Il differenziale con la Bundesliga è pari a 227,3 punti per la Ligue 1 e a 208,3 per la Serie A, mentre risulta più contenuto per Liga (57,9) e per la Premier League (-25,7).
Alla presentazione sono intervenuti il direttore generale della FIGC e vice presidente UEFA Michele UvaCarlo Dell’Aringa (AREL), Emanuele Grasso (PwC), Andrea Traverso, UEFA Managing Director Financial Sustainability & Research e il responsabile del Centro Studi FIGC Niccolò Donna.
“Il ReportCalcio – ha sottolineato Uva – rappresenta tutto il sistema del calcio italiano. Questo strumento è nato per un principio fondamentale: la trasparenza. Grazie a questo studio sono stati evidenziati i punti di forza del calcio italiano, ma anche le criticità su cui abbiamo operato e continuiamo ad operare. Le idee federali nascono dall’analisi di questi numeri: si tratta di uno strumento che è diventato un punto di riferimento per gli addetti ai lavori e per i media grazie a dei numeri certificati”.
“Nel Report – ha aggiunto Carlo Dell’Aringa – non viene illustrato soltanto il calcio professionistico, ma questo sport in tutte le sue sfaccettature, permettendoci di analizzare in profondità le tendenze e gli effetti sociali”. Emanuele Grasso ha sottolineato come stia migliorando lo stato di salute del calcio italiano: “La Serie A ha registrato nella stagione 2016/2017 il miglior risultato degli ultimi 17 anni. Anche i dati aggregati (Serie A, B, Lega Pro) registrano una performance positiva, con un valore della produzione in crescita del 17,2% e perdite dimezzate da -372 milioni di euro a -156 milioni di euro”

Dopo che Niccolò Donna ha ribadito come le gare della Nazionale continuino a rappresentare un asset molto importante nel mercato televisivo, ricordando che “quarantacinque dei cinquanta programmi più visti della storia sono partite della Nazionale”, Andrea Traverso ha approfondito il capitolo sul benchmark internazionale presente nel rapporto relativo all’impatto del Financial Fair Play sul calcio europeo negli ultimi anni, illustrando le nuove regole (in vigore dalla prossima stagione sportiva) sul Licensing e FFP approvate lo scorso 24 maggio a Kiev dal Comitato esecutivo della UEFA su proposta della Commissione di cui è presidente Michele Uva.

“Il Financial Fair Play – ha spiegato – ha già ottenuto dei risultati importanti, ponendosi l’obiettivo di migliorare la sostenibilità economica del calcio europeo. Le nuove norme vanno incontro alle rinnovate esigenze in termini di trasparenza manifestate negli ultimi anni. Dal prossimo anno le società dovranno pubblicare i propri bilanci sul sito web, comprese le somme pagate agli agenti". L'UEFA effettuerà anche un monitoraggio sempre più completo della patrimonializzazione e farà in modo che venga garantito lo sviluppo del calcio giovanile e femminile: “Già adesso l'UEFA valuta attentamente il finanziamento dei soci, soprattutto nei casi di società che richiedono ricapitalizzazioni continue o soci che concedono continui prestiti alle squadre. C'è il rischio che società basate su questo modello possano sforare i nuovi modelli di sostenibilità.
Gli azionisti ci penseranno due volte prima di iniettare altro capitale con debito”.



PROFILO ECONOMICO-FINANZIARIO DEL CALCIO PROFESSIONISTICO
(VALORI IN EURO)
  •   Il valore della produzione aggregato è cresciuto del 17,2% rispetto alla stagione precedente, attestandosi a 3.350,4 milioni rispetto ai 2.857,7 registrati lo scorso anno.

  •   I ricavi di vendita (valore della produzione al netto delle plusvalenze da cessioni dei giocatori) sono in crescita del 7,5% passando da 2.420,4 a 2.601 milioni.

  •   I principali driver della crescita sono rappresentati da:
    • -  le plusvalenze da cessione dei diritti sui calciatori sono aumentate da 437,3 milioni della stagione 2015-2016 a 749,5 di quest’anno, con una crescita percentuale del 71,4%, connessa al generale incremento a livello globale dei prezzi dei calciatori tesserati;
    • -  sebbene l’incidenza sul valore della produzione si sia ridotta dal 40,3% dell’anno scorso al 37,6%, i ricavi da diritti tv sono passati da 1.152,8 a 1.260,3 milioni nella stagione sportiva 2016/2017;
    • -  l’incremento dei ricavi da sponsor e da altre attività commerciali (+12,8%) che contribuiscono per il 16% alla formazione del valore della produzione nella stagione sportiva 2016/2017.

  •   I ricavi da stadio presentano un lieve incremento da 270,4 a 278,3 milioni (+2,9%), costituendo di fatto soltanto l’8% del totale del valore della produzione aggregato.

  •   Nel 2016-2017 Serie A, Serie B e Lega Pro hanno sostenuto un costo della produzione di 3.311,7 milioni, in aumento del 5,4%, valore massimo registrato nell’ultimo decennio.

  •   Il costo del lavoro è cresciuto del 3,7% sulla stagione precedente da 1.632,6 a 1.692,7 milioni con un’incidenza sul totale dei costi sostenuti pari a 51,1%. 



PROFILO ECONOMICO-FINANZIARIO DELLA SERIE A (VALORI IN EURO)
  •   Il valore della produzione della serie A è in crescita del 20,4% da 2.413,9 a 2.905,5 milioni se si prende in considerazione il dato complessivo, mentre sale da 120,7 a 145,3 milioni calcolando il dato medio per club.

  •   I ricavi da diritti tv crescono da 1.119,4 a 1.224,8 milioni (+9,4%), tanto da rappresentare nella stagione 2016-2017 il 42% del valore della produzione – incidenza in calo del 4% rispetto alla stagione precedente.

  •   Le plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori si sono incrementate da 376,0 a 693,4 milioni (+84,4%).

  •   I ricavi da stadio sono aumentati da 223,9 a 227,9 milioni (+1,8%).
  •   I ricavi da sponsor e attività commerciali sono cresciuti del 15,2%, da 414,8 a 477,7 milioni.

  •   I costi della produzione sono cresciuti da 2.579,6 a 2.752,3 milioni in termini assoluti (+6,7%) e da 129,0 a 137,6 milioni mediamente per club.
  •   L’Ebitda è passato da 352 a 782 milioni (>100%), evidenziando il miglior risultato prendendo come riferimento l’ultimo quinquennio.

  •   Il risultato netto della Serie A è migliorato significativamente (+88,2%), passando da -249,8 a -29,5 milioni.

  •   Il livello d’indebitamento è aumentato del 18,2% passando da 3.066,2 a 3.624,5 milioni.

  •   Il costo del lavoro è passato dai 1.355,1 milioni della stagione 2015-2016 ai 1.392,7 attuali
    (+2,8%).

  •   In caso di retrocessione in B, il valore della produzione medio scende di 13,4 milioni e il risultato netto peggiora per 3,2 milioni. In caso di promozione in A, il valore della produzione medio cresce di 22,8 milioni e il risultato netto di 1,8 milioni. 



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