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ARD Forum. Baldi: Eurolega ha un sistema a due fasce


Lo scorso 19 novembre, c’è stato un confronto pubblico all’ARD Forum, una convention organizzata dal broadcaster tedesco ARD.

In un panel sulla situazione del basket europeo, sono intervenuti:

Ingo Weiss - Presidente della Federazione Tedesca e Tesoriere FIBA
Kamil Novak - FIBA Europe Executive Director
Marco Baldi - CEO dell’Alba Berlino, squadra che milita in Eurolega

Tanti i temi toccati, dalle finestre FIBA alla necessità di rimettere mano al quadro complessivo delle competizioni europee per club. Un estratto della conversazione di seguito, che trovate integrale a questo link: www.sportschau.de/weitere/allgemein/video-konflikt-im-basketball-fiba-europe---euroleague-100.html

Baldi: C’era un accordo chiaro che era valido fino al 2017. E fino a quel momento, da Settembre a Giugno, i giocatori erano con i loro club. I club che sono coloro che li pagano. Il resto del tempo restava per loro per giocare le competizioni con le nazionali. FIBA ha fatto dei cambiamenti. Hanno deciso nel 2012 delle cose che sono diventate effettive nel 2017. E poi sono iniziati i problemi. Quello è stato il principio.

Poi FIBA - e credo che lo possiamo dire senza problemi - ha provato a tirare dentro i big club (Real, Barcellona, CSKA Mosca). Hanno offerto dei soldi a loro, e questi si sono rifiutati. Hanno detto di non volere andare con le federazioni, di volere stare con Eurolega. Ma con questa forza contrattuale, hanno ottenuto da ECA una porzione più grossa della torta. Per questo oggi, abbiamo un sistema a due classi in Eurolega, di cui io sono molto critico. 11 club hanno la garanzia di giocare in questa lega tutte le stagioni. E gli altri invece si devono qualificare.

Novak: è stato tutto trasparente. Abbiamo invitato Eurolega, insieme ad alcuni club. Abbiamo detto loro: ”le vostre revenues dopo 15 anni sono di circa 20 milioni di euro. Noi abbiamo un investitore pronto a mettere sul tavolo 100 milioni l’anno. Volete partecipare?” ECA ha detto di no, ed era ovviamente in loro diritto. “Non vogliamo, e adesso lavoreremo con IMG”. Tutto OK, nessun problema per noi. I club hanno preso la loro decisione. Ma abbiamo detto loro che avremmo continuato con la nostra competizione perchè crediamo fortemente nel modello europeo, in cui ti devi guadagnare la partecipazione sul campo. E questo è uno dei punti su cui siamo critici con Eurolega: i posti sono assegnati a tavolino. Un esempio: Milano negli ultimi 5 anni ha vinto il campionato italiano 2 volte. Ma stanno giocando l’Eurolega ogni anno e quelli che hanno vinto il campionato negli altri tre anni non stanno giocando l’Eurolega. Questo ti fa chiedere quale sia oggi il valore dei campionati nazionali. Chi potrebbe mai investire come sponsor in altri club quando sai che a prescindere da quello che farai sul campo, magari vinci il campionato, ma comunque la mia squadra non potrà competere con le migliori.

Baldi: Personalmente, da persona che ha un’altissima considerazione dello sport europeo più che dell’entertainment commerciale, sono ancora dell’opinione che un criterio per qualificarti sul campo debba esserci. Io sono più favorevole a questo. Ma - devi avere certi requisiti per giocare a un certo livello - che è la stessa cosa che capita in BBL o in ProA. Non posso giocare in una Palestrina e poi i nostri amici ci vedono in TV e pensano “cosa diavolo è questo?”. Dobbiamo offrire un prodotto di alto livello e posizionarlo in una fascia di prezzo alta. In generale, chi vince sul campo dovrebbe giocare nella competizione migliore possibile. A prescindere dal numero di competizioni, a un certo punto ci guarderemo indietro e capiremo che due o massimo tre competizioni europee siano la miglior soluzione. E credo che si capirà quali saranno queste competizioni presto. E poi ci sarà la domanda decisiva da porsi: come ci si qualifica per le diverse competizioni. Nella mia opinione, dovrebbe avvenire in base: A) merito sportivo; B) requisiti standard richiesti.

Novak: Mr Baldi non è un uomo della federazione ma voglio rendere pubblico che sono 100% d’accordo con lui. Voglio appunto dire questo: abbiamo la stessa visione e non vogliamo niente di diverso. Tutto il resto è iper-demonizzato: “FIBA vuole solo le finestre…”. Parliamo di due volte l’anno per 7 giorni, 2 volte in una stagione che va da Agosto a Giugno chiediamo di rilasciare i giocatori per sette giorni. E aggiungo, possiamo parlare anche di questo se ci sediamo al tavolo e discutiamo. Ma questo non avviene. Le ragioni vanno cercate altrove, quindi.

Weiss: Devo dire che quando ci sono partite in contemporanea c’è sempre un problema. Non so quale sia il modo di risolverlo. Forse dovremmo chiamare il Papa come mediatore. Non saprei. Ho provato due o tre volte a parlare con Jordi Bertomeu, il capo di ECA, e provato a fare qualcosa e pensare con lui a cosa possiamo fare. Riproverò. Ma ogni volte, mi dice: “Il tuo consiglio mi sembra buono, assolutamente non male..:” poi torna a casa, e tre giorni dopo ti arriva un’email: “No, non funziona, tutto sta così com’è. Dovete togliere le finestre.” Questo è quanto. Non possiamo togliere le finestre, non vogliamo farlo, voglio portare le nazionali davanti al mio pubblico durante l’anno. Combatterò per questo e questo è il mio lavoro da presidente della federazione. E lo sto facendo - anche con Marco Baldi. E sono d’accordo con lui al 100%. Non vogliamo quattro competizioni. Voglio l’Eurolega come competizione migliore - e tutti lo riconoscono: sia FIBA che la Federazione Tedesca. E poi voglio una seconda competizione - che si chiami EuroCup o Champions League, parliamone. Poi magari una terza. E basta.

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