Amazon diventa il primo investitore globale nello streaming sportivo: 3,8 miliardi sui diritti nel 2026
Prime Video supererà DAZN nella spesa per diritti. Calcio, NBA e NFL al centro della strategia internazionale
Amazon è pronta a diventare nel 2026 il più grande investitore mondiale nei diritti sportivi in streaming. Secondo una nuova analisi di Ampere, le piattaforme digitali spenderanno complessivamente 14,2 miliardi di dollari in diritti sportivi quest’anno, con una crescita del 7% rispetto al 2025.
Da sola, Amazon Prime Video rappresenterà il 27% della spesa totale, con un investimento stimato in 3,8 miliardi di dollari. Una cifra che consentirà al colosso americano di superare DAZN per la prima volta dal 2018, anno in cui la piattaforma britannica si era affermata come principale player disruptor del mercato sportivo digitale.
Il calcio resta centrale nella strategia
Se l’accordo con la NBA da 1,8 miliardi di dollari a stagione – al via nella sua prima annata completa nel 2026 – rappresenta il principale motore dell’aumento della spesa, il calcio continua a essere un pilastro chiave della strategia internazionale di Amazon.
Prime Video detiene già pacchetti di primo piano della UEFA Champions League in Regno Unito, Germania e Italia, compresi slot premium come la “prima scelta” della fase a gironi, che garantiscono le partite più attrattive e i maggiori ascolti. Un posizionamento che ha trasformato Amazon da partner digitale complementare a vero e proprio rights holder primario.
L’offerta live è inoltre rafforzata da un calendario annuale continuo che include anche la NFL Thursday Night Football negli Stati Uniti, consolidando la capacità della piattaforma di attrarre nuovi abbonati e, soprattutto, fidelizzarli.
DAZN rallenta, cresce la concorrenza
Ampere evidenzia come la spesa di DAZN sia diminuita nel 2026 dopo il forte investimento sostenuto nel 2025 per assicurarsi i diritti della FIFA Club World Cup maschile.
«Dal 2018 DAZN è stato il principale investitore tra le piattaforme streaming», ha spiegato Danni Moore, Senior Analyst di Ampere Sports. «Ma l’accordo NBA di Amazon, unito ai diritti NFL e Champions League, consente a Prime Video di superare la concorrenza per la prima volta».
Moore sottolinea inoltre che lo sport live è diventato uno strumento fondamentale per acquisizione abbonati, retention e ricavi pubblicitari, spingendo le piattaforme generaliste come Amazon a competere sempre più aggressivamente con operatori specializzati.
Un nuovo equilibrio nel mercato dei diritti
Nel 2026 i servizi di streaming generalisti rappresenteranno il 44% della spesa totale per diritti sportivi, in forte crescita rispetto al 31% dell’anno precedente. Un dato che preannuncia maggiore competizione nei futuri cicli di gara e pressioni al rialzo sui prezzi.
Con i pacchetti della Champions League sempre più frammentati tra i mercati nazionali e i diritti che restano economicamente solidi, l’ascesa di Amazon segnala un futuro in cui le grandi competizioni calcistiche saranno integrate stabilmente nei palinsesti dei grandi ecosistemi media globali, piuttosto che restare prodotti digitali di nicchia.
Un cambio di paradigma che potrebbe ridefinire gli equilibri tra broadcaster tradizionali, piattaforme sportive pure e colossi dell’intrattenimento digitale.
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