I conti della Lazio 2025/26: il player trading e Formello limitano il rosso a 10 milioni
Si è chiusa un'annata complessa su tutti i fronti per la SS Lazio. Tra vicende giudiziarie collegate al blocco del calciomercato, tensione politica tra la presidenza di Claudio Lotito e la guida tecnica, contestazioni della tifoseria ed esclusione totale dalle competizioni europee, l'impatto sul conto economico del club è stato evidente. Nonostante questo quadro avverso, la società biancoceleste ha chiuso l'esercizio 2025/2026 con una perdita netta di 10 milioni di euro, registrando un netto miglioramento rispetto al rosso di 17,2 milioni del 2024/2025 (stagione in cui la squadra disputava l'Europa League).
I ricavi complessivi, secondo i dati riportati da Calcio e Finanza, sono cresciuti da 157,2 a 173,7 milioni di euro. Tuttavia, una disamina dettagliata della struttura del fatturato evidenzia un marcato deterioramento della gestione caratteristica (core business), compensato quasi esclusivamente da operazioni di finanza straordinaria e player trading.
L'impatto della mancata Europa: crollano diritti TV e botteghino
L'assenza dei palcoscenici continentali ha colpito duro le due leve finanziarie primarie del club. I diritti televisivi (broadcasting) sono scesi da 94,5 a 88,5 milioni di euro, mentre il ricavo da gara (matchday) ha subito una contrazione importante, passando da 22,9 a 18,1 milioni di euro. La mancanza di notti europee all'Olimpico ha inevitabilmente ridotto il valore dell'inventory commerciale e l'affluenza di pubblico.
Parallelamente, i costi della gestione operativa si sono mossi in controtendenza rispetto alla contrazione dei ricavi caratteristici. I costi totali sono saliti da 174,3 a 187,4 milioni di euro, spinti principalmente dall'aumento del costo del lavoro allargato: le spese per il personale hanno toccato quota 104,6 milioni di euro a causa dell'incremento degli ingaggi medi e dei bonus legati ai risultati.
Il paracadute del Player Trading: 39 milioni di plusvalenze
A salvare il conto economico dal rischio di uno squilibrio di proporzioni ben maggiori è stata la gestione del parco calciatori. La Lazio ha generato ben 39 milioni di euro di plusvalenze (a fronte degli 11,5 milioni dell'esercizio precedente), principalmente grazie ai trasferimenti a titolo definitivo di Matteo Guendouzi, Taty Castellanos e Loum Tchaouna.
Queste cessioni strategiche hanno consentito di puntellare il bilancio d'esercizio, dimostrando come la monetizzazione dei diritti alle prestazioni sportive sia rimasta l'unico vero polmone finanziario di sostenibilità per il modello gestionale della società in assenza dei premi UEFA.
Patrimonio Netto e Indebitamento: il paradosso Formello
Sul piano dello stato patrimoniale emergono le due indicazioni gestionali più rilevanti per addetti ai lavori ed analisti finanziari:
- Rivalutazione degli Asset e Patrimonio Netto: Il patrimonio netto della Lazio ha compiuto un balzo straordinario, passando da un saldo negativo di 12 milioni (-16,8 milioni nel saldo consolidato d'apertura) a un valore positivo per 113,6 milioni di euro. Questo "effetto bilanciere" non deriva da un aumento di capitale per cassa da parte della proprietà , bensì dall'applicazione delle normative sulla rivalutazione patrimoniale degli immobili, focalizzata sul centro sportivo di Formello dopo i recenti lavori di ammodernamento.
- Aumento del Debito Finanziario: A fronte della solidità patrimoniale 'di carta' garantita dall'immobile di Formello, si registra un segnale d'allarme sul fronte della liquidità : l'indebitamento finanziario netto è quasi raddoppiato, balzando da 66,3 a 126,4 milioni di euro.
In conclusione, la Lazio di Lotito chiude un bilancio d'esercizio che, se da un lato attutisce le perdite grazie alle plusvalenze e protegge il valore patrimoniale tramite gli asset immobiliari, dall'altro mette in luce la necessità stringente di ritrovare la qualificazione alle coppe europee per fermare la crescita del debito e ripristinare l'equilibrio dei flussi di cassa.
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