Čeferin si ricandida alla guida della UEFA
Durante la riunione delle 55 federazioni affiliate alla UEFA tenutasi a Berlino, il presidente Aleksander Čeferin ha ufficializzato la propria decisione di correre per un quarto mandato presidenziale. Un'indicazione politica e gestionale di enorme peso per la governance del calcio globale, che giunge nel pieno di una gravissima spaccatura istituzionale con la FIFA guidata da Gianni Infantino.
La ricandidatura dell'avvocato sloveno risponde alla richiesta di stabilità avanzata in modo compatto dalle federazioni europee, decise a mantenere una linea rigorosa sui temi della finanza sportiva e della tutela del modello associativo continentale.
Lo scontro sui diritti commerciali e il caso "FIFA Forward Enterprise"
La rottura tra la UEFA e il vertice della FIFA è precipitata a seguito del fallito tentativo della governance di Zurigo di cedere l'interezza dei diritti commerciali e mediatici della FIFA a una nuova entità societaria finanziata da fondi di private equity, denominata FIFA Forward Enterprise (FFE).
L'operazione, interpretata da molteplici stakeholder come una tentata privatizzazione speculativa degli asset del calcio mondiale, ha rappresentato il punto di non ritorno nei rapporti istituzionali. La UEFA di Čeferin ha quindi assunto la guida dell'opposizione, costruendo un'alleanza strategica transcontinentale con la CONCACAF (presieduta da Victor Montagliani) e la AFC (guidata dallo Sceicco Salman bin Ebrahim al Khalifa).
Tattiche politiche e geopolitica del pallone
Di fronte alla perdita quasi totale di consenso in Europa — dove le federazioni hanno ritirato il proprio sostegno alla leadership di Zurigo, con la sola eccezione dell'Azerbaigian —, la FIFA ha avviato un'intensa attività di lobbying nei mercati emergenti dell'Asia e del Nord e Centro America. La strategia di ingaggio si è basata sulla promessa di maggiori finanziamenti alle singole federazioni e, per i paesi di maggiore peso politico, sull'assegnazione futura di tornei e manifestazioni FIFA.
I recenti spostamenti del presidente della FIFA con voli privati messi a disposizione dal Qatar testimoniano il tentativo di preservare un bacino di voti nelle confederazioni meno solide finanziariamente, mentre il blocco europeo ha fatto blocco unico conferendo a Čeferin il mandato politico di guidare le riforme della governance internazionale.
Stabilità istituzionale e rotta verso il Congresso di Astana 2027
Nonostante la sua figura sia considerata il riferimento naturale della fronda anti-FIFA, Čeferin ha esplicitamente chiarito di non voler correre per la presidenza della FIFA nelle prossime elezioni di marzo. L'elezione per la presidenza UEFA si terrà invece durante il 51° Congresso Ordinario a Astana, in Kazakistan, il 22 aprile 2027.
Inizialmente propenso a non ricandidarsi dopo la modifica statutaria che ha consentito l'estensione dei mandati, Čeferin ha rivisto la propria posizione di fronte al quadro di incertezza politica globale:
“Voglio ringraziare le associazioni nazionali per la loro fiducia”, ha dichiarato Aleksander Čeferin. “Abbiamo affrontato sfide straordinarie negli ultimi anni e le abbiamo affrontate come una squadra unita. C'è ancora un lavoro importante da fare e per questo ho accettato la loro richiesta. La mia ambizione rimane la stessa: mantenere il calcio europeo unito, rendere il nostro sport più forte e lasciare la UEFA pronta per la prossima generazione”.
Dopo aver guidato l'opposizione al progetto della Superlega europea, Čeferin si conferma il garante dell'asse economico e politico delle federazioni europee, ponendo un freno alle ingerenze della finanza speculativa nei bilanci del calcio internazionale.

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