Header Ads

La situazione attuale della pallavolo in Italia. Intervista a Claudio Bonati Direttore sportivo GI GROUP Team Monza


La gestione di una società di pallavolo, il mercato delle sponsorizzazioni e le nuove norme che regolano la SuperLega. Sono questi i principali argomenti affrontati nell'intervista, realizzata da Sport Business Management, a Claudio Bonati, (ex pallavolista con all'attivo 50 presenza in nazionale), attuale  Direttore Sportivo del GI GROUP Team Monza, squadra rivelazione del panorama pallavolistico italiano di massima serie.

La squadra, dopo aver conquistato  la serie A1 nella stagione 2013 - 2014,  nel campionato in fase di svolgimento ha  partecipato per la prima volta nella sua storia ai quarti di finale della Del Monte Coppa Italia ed è in corsa per la conquista di un importante posto per i play off scudetto.


La crisi economica ha avuto forti ripercussioni sul mercato delle sponsorizzazioni sportive nel mondo del volley. Siete riusciti a raggiungere un importante accordo di name sponsoring con una realtà aziendale leader nel suo settore (GI GROUP). Quanto ha inciso questo accordo sulla realtà del Vero Volley?

Direi che esserci legati ad un title sponsor di qualità e di caratura internazionale come Gi Group sia stato un passaggio fondamentale, che ci permette di programmare al meglio la stagione attuale e le prossime future. Oltretutto, il grande plusvalore che ci può dare questa collaborazione, è quello di creare ulteriori relazioni con aziende connesse a Gi Group.

Il mondo del volley è comunque innegabilmente ad oggi troppo legato ai ricavi da sponsorizzazione. Cosa si potrebbe fare, o cosa eventualmente già è stato fatto da parte vostra, per diversificare le entrate?

Più che legato ai ricavi di sponsorizzazioni, credo che il mondo del volley di oggi sia direttamente connesso a Presidenti mecenati. Il nostro intento, perciò, è quello di svincolarci da questo modello, aumentando gli introiti attraverso le sponsorizzazioni e l’organizzazione di eventi all’interno della struttura che abbiamo in gestione ottimizzando, di riflesso, le spese.

Quanto influisce sui progetti di una società sportiva un buon rapporto con l’amministrazione comunale e/o territoriale?

Ritengo il rapporto società sportiva-amministrazione comunale fondamentale e necessario per costruire una vera e propria collaborazione che consenta, ad entrambe le parti, di sviluppare progetti di valore sociale all'interno della nostre città.

Le nuove norme di partecipazione al campionato di SuperLega prevedono un blocco temporaneo alle retrocessioni e la concessione di licenze triennali. Quanto davvero hanno inciso queste nuove regole sulla spettacolarità del Campionato in corso?

Dopo un primo anno di assestamento il livello del campionato italiano è cresciuto molto, e lo ha fatto in una stagione importante come quella pre-olimpica. Tutte le società si stanno gradualmente attrezzando, programmando questo triennio in funzione di una stabilità tecnica ed economica che le porti ad essere competitive entro i termine della concessione della licenza.

Al fine di riportare equilibrio e maggiore competitività tra le squadre ad oggi aderenti alla Superlega, oltre ai requisiti richiesti per il mantenimento della licenza, sarebbe auspicabile l'introduzione di un rigido fair play finanziario inteso non solo come tetto massimo agli ingaggi ma anche come previsione di un budget minimo di investimento?

Non credo sia fattibile introdurre paletti così rigidi e sinceramente sono più favorevole al libero mercato. Inoltre, esistono già delle norme che permettono di monitorare la qualità tecnica delle squadre e che impediscono alle società di arrivare agli ultimi due posti per due stagioni consecutive, pena la perdita del diritto alla licenza .

Il Consorzio Vero Volley investe molto nel settore giovanile. Quanto l'effettivo utilizzo dei giovani italiani è influenzato dalle regole di mercato nostrane?

Il Consorzio Vero Volley investe molto nel giovanile ed è una delle poche realtà in Italia che continua a farlo in modo costante e con qualità di proposta. Sicuramente le regole di mercato influenzano maggiormente l’A2 che la Superlega, in quanto esistono di fatto norme ed incentivi volti alla valorizazione degli atleti giovani ed Italiani. In Superlega la normativa è diversa e pertanto società come la nostra cercano di creare una vera filiera tra settore giovanile e prima squadra, consci di non avere dei risultati immediati ma un maggior sviluppo nel futuro. Attualmente nella nostra rosa ci sono tre ragazzi che abitano a 5km dal palazzetto, e questo credo sia un dato esemplificativo sull’attenzione che poniamo su questo tema.

I risultati positivi raggiunti in questa stagione quanto hanno inciso, di fatto, sull’affluenza di pubblico al palazzetto? E, sebbene gli spettatori che affollano i palazzetti siano ad oggi sempre più numerosi cosa si potrebbe fare invece per aumentare la visibilità sui mass media nazionale?

I risultati positivi, chiaramente, aiutano sempre, anche se credo che la cosa che piaccia di più al nostro pubblico è l'emozione che trasmette la nostra squadra lottando contro ogni avversario.
Il problema della visibilità dei mass media, dal mio punto di vista, è legato molto alla cultura italiana dove il calcio viene visto come la massima espressione sportiva a livello nazionale, fagocitando ogni spazio su tv e stampa. Altrettanto importante è la gestione manageriale della Federazione Italiana Pallavolo e delle due Leghe: bisognerebbe lavorare in simbiosi, maschile e femminile, con l’intento di creare un prodotto di qualità, più appetibile e maggiormente vendibile ai media.

Uno dei maggiori nei della pallavolo italiana è di essere ancora formalmente qualificata come sport dilettantistico. Qual è il suo pensiero al riguardo?

Non credo il nostro sport sia attualmente organizzato per un passo del genere. Serve del tempo, formazione manageriale e struttura da parte delle società. Solo a quel punto potremo pensare di legiferare il volley come uno sport professionistico.


© Riproduzione riservata

Nessun commento