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Moral clauses: multa e risoluzione dei contratti di sponsorizzazione per Maria Sharapova

Bella e brava: questo il binomio che nel corso della carriera ha permesso a Maria Sharapova di essere considerata l'atleta donna più marketable al mondo

Gli sponsor infatti hanno sempre fatto a gara per garantirsi che la tennista russa li rappresentasse nel mondo. 

Sponsor sempre di primo piano, oltre Nike, anche Head, Porsche, Samsung, Evian, Tag Heuer, SuperGoop si sono legati a Maria. Altri marchi hanno collaborato con lei in passato, Tiffany addirittura disegnò per lei nel 2011 un paio di orecchini. Ma la Sharapova è anche imprenditrice di se stessa, tanto da aver lanciato una linea di caramelle e cioccolato di nome "Sugarpova" sfruttando un assonanza di nome quasi perfetta. Un impero che, solo nel 2015, le ha permesso di guadagnare quasi 30 milioni. 

Tutto questo però è destinato a finire molto presto. L'ammissione di aver usato sostanze proibite, mettendo così in discussione carriera, trionfi e immagine porterà inevitabilmente gli sponsor a risolvere, per giusta causa, i propri contratti con la Sharapova.

Già, perché negli accordi di sponsorizzazione la parte riservata alla clausole in caso di episodi simili è davvero corposa. Una di queste è la "moral clauses". E' la giusta tutela che brand di livello mondiali inseriscono per proteggersi qualora l’atleta assuma condotte, o si renda protagonista di episodi, che, sotto diversi profili, arrechino, anche indirettamente, danni all’azienda stessa. 

Alcuni hanno già sospeso il proprio rapporto, come Nike; Porsche ha annullato tutti gli eventi in programma con la Sharapova, Tag Heuer, il cui contratto è scaduto a fine dicembre, non rinnoverà. Altri stanno monitorando la situazione.

In un solo giorno la tennista ha perso oltre che la reputazione e la stima professionale anche tanti soldi. Ma la russa potrebbe rischiare ulteriori sanzioni pecuniarie. Si, perché questi brand chiederanno anche risarcimento danni per aver visto la propria immagine rovinata e per mancati introiti ad esempio da merchandising.

Sara Messina 

© Riproduzione riservata

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