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AFC Bournemouth costretto ad avviare i progetti per il nuovo stadio


Il club inglese dell'AFC Bournemouth è costretto a lasciare il Dean Court Stadium e ad avviare piani di sviluppo per un nuovo impianto. La scelta nasce dall'esito negativo delle trattative tra il club e Structadene, società che nel 2005 si è aggiudicata lo stadio di proprietà dei Chierries per una cifra vicina ai 3,5 milioni di sterline.

Ora la situazione si è capovolta, con il direttivo del Bournemouth intenzionato a riacquistare il vecchio stadio di proprietà ma con Structadene che fa orecchie da mercante, confermando l'intenzione a proseguire sulla strada attuale che prevede il pagamento da parte del club di un leasing di £ 300.000 proprio alla società immobiliare.

“Non abbiamo la minima intenzione di avviare dei progetti su uno stadio che non è di nostra proprietà, né tantomeno di sentirci ostaggi in casa nostra”. Le parole di Neill Blake, a.d. del club, evidenziano la frustrazione per non aver potuto portare a termine un progetto che prevedeva il riacquisto di quello che è l'impianto di casa del Bournemouth dal 1910, respingendo al mittente Structadene la volontà di attuare un ampliamento che doveva portare a 14.259 i posti a sedere, 3.000 in più rispetto alla capacità attuale, mantenendo la formula contrattuale in essere.

A dire il vero, il Bournemouth Borough Council, autorità locale della Contea del Dorset, si è dichiarato contrario ad allargare l'area sportiva esistente nel Kings Park, zona della città nella quale si trova proprio il Dean Court, ma favorevole ad aiutare il club ad individuare una nuova location sulla quale poter avviare i progetti.

“Non abbiamo altra scelta se non quella di trovare un nuovo sito” - prosegue Blake - “ma lavoreremo a contatto con il il consiglio per individuare una posizione adatta.”

I progetti del nuovo impianto del club, al secondo anno di Premier League dopo la promozione del 2014, si stima possano essere portati a termine per la stagione 2020-2021.


Luca Paganin
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