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Stadi modulari, un'opportunità per i club calcistici medio piccoli

Date le difficoltà di stipulare accordi con le amministrazioni comunali proprietarie delle strutture sportive per l’ammodernamento degli attuali impianti, le società sportive potrebbero raggiungere lo stesso scopo attraverso l’opportunità di realizzazione degli stadi modulari. Tale soluzione rappresenta una possibilità per superare tutte le questioni burocratiche che fino ad ora hanno rallentato, e continueranno a rallentare la realizzazione di diversi progetti.
I due vincoli maggiori riguardano le tempistiche per avere l’autorizzazione per iniziare i lavori, mentre l’altro, che limita l’ammodernamento strutturale degli stadi italiani, riguarda il fatto che alcuni impianti hanno la struttura caratterizzata da beni storici che non possono essere abbattuti. L’esempio più eclatante, da questo punto di vista, è lo stadio Renato Dall’Ara di Bologna, dove la Torre di Maratona è considerato bene storico, e l’attuale legge italiana non permette di abbattere questa tipologia di beni.
Lo stadio modulare, invece come dice il termine stesso, è caratterizzato dal fatto che è realizzabile in lotti che poi possono essere montati e smontati in brevissimo tempo, e la struttura architettonica è capace di abbinare la funzionalità alla flessibilità. Le strutture modulari sono in grado di soddisfare tutti i requisiti di uno impianto multifunzionale, il quale al suo interno deve avere sale dedicate all’hospitality, sala stampa, campo da gioco e tribune coperte. Il vero vantaggio dello stadio modulare riguarda la rapidità con cui si può integrare o diminuire la capienza, aspetto fondamentale per le società sportive che hanno un bacino d’utenza variabile a seconda del risultato sportivo.

Dal punto di vista normativo, la legge prevede che l’organizzazione di manifestazioni sportive che coinvolge un elevato bacino d’utenza, generalmente sia affidata al patrocinio della pubblica amministrazione, la quale a sua volta viene autorizzata con provvedimenti legislativi ad hoc, i quali influenzano altre norme dal punto di vista urbanistico-edile.
In altri casi, si procede, invece, all’installazione di strutture temporanee, le quali vengono installate senza permesso di costruire, ma solo previa D.I.A (denuncia inizio attività). Presupponendo che al termine dell’evento sportivo (ad es. torneo) le opere andrebbero rimosse, vi è la possibilità di un’interpretazione estensiva della norma, infatti, nel caso d’impianti sportivi ex novo l’unica possibilità realizzativa che prescinda dal permesso di edificare è quella di un impianto che venga “presentato” come funzionalizzato allo svolgimento di un’unica manifestazione che, nella specie, potrebbe anche essere il campionato per una singola stagione sportiva. Una volta realizzato l’impianto, la società potrebbe riutilizzare la struttura anche per le stagioni successive, ovviamente a condizione che l’opera abbia i caratteri di modularità e precarietà strutturale tali da farne evincere l’agevole rimozione.
In caso di ampliamento di uno stadio già esistente, l’intervento edilizio deve definirsi “pertinenziale”: fisicamente e strutturalmente non distinte dall’edificio principale; di dimensioni modeste; inidonea a trasformare in modo consistente e durevole lo spazio occupato; insuscettibile di un’utilizzazione autonoma.

Leader nella realizzazione degli stadi modulari è NUSSLI, azienda con sede in Svizzera, ma presente anche nei principali paesi europei; in Italia la sede non poteva che essere a Torino. NUSSLI progetta e realizza costruzioni temporanee e permanenti per eventi, fiere ed esposizioni. Noleggia e vende tribune, palchi ed altre costruzioni per eventi. Nell’ambito delle costruzioni di stadi, fiere, padiglioni e musei offre soluzioni di eccellente qualità.

Di seguito alcuni progetti realizzati da NUSSLI:

Per i Mondiali di calcio del 2010, Nussli ha realizzato l’ampliamento dello stadio di Città del Capo di circa 13.000 posti a sedere. La capienza aumentò così da 52.000 a 65.000 posti. Terminati i Mondiali, questi ulteriori posti a sedere furono smontati, in quanto la capienza di posti restanti dello stadio era sufficiente per il suo normale utilizzo. In questo modo sono state risparmiate spese di mantenimento e di gestione.


Alla fine del 2009 NUSSLI ha sottoscritto con BC Pavilion Corporation (PavCo), il gestore pubblico del maggiore stadio della Provincia British Columbia e gestore del BC Place, un contratto per il design e la realizzazione di uno stadio modulare a Vancouver, il quale avrebbe avuto la funzione di sede provvisoria per i BC Lions e per i Vancouver Whitecaps durante il periodo di risanamento generale dello stadio BC Place. Il Football Club BC Lions di Vancouver / Canada è una delle squadre principali della Football Liga canadese.

BRITA Arena, Wiesbaden (foto copertina) Per l’associazione calcistica SV Wehen Wiesbaden nel 2007 la NUSSLI ha realizzato uno stadio completamente equipaggiato con tutte le infrastrutture necessarie. Proprio come nel calcio, la costruzione è dipesa dalle strategie e rapidità di esecuzione. In soli 112 giorni di montaggio la BRITA Arena è stata eretta durante la pausa estiva.

Dal punto di vista economico, uno stadio modulare di 13000 posti costa circa 13 milioni di euro, generando profitti per circa 600 mila euro nell’arco della prima stagione, per arrivare a 2,5 milioni di euro dopo 10 stagioni.
Lo stadio modulare rappresenta un’opportunità che non può essere più trascurata in quanto rappresenta una soluzione rapida, ed economicamente sostenibile.

Fabrizio Tarzia

Fonte dati deloitte.com

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