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Gli infortuni calcistici che hanno fatto la storia

Gli infortuni causati dallo sport sono un’evenienza piuttosto comune, sia a livello amatoriale che professionale. Ce ne sono alcuni però che hanno fatto notizia per la loro particolarità e per le importanti conseguenze sulle carriere di giocatori e sportivi che avevano un brillante futuro davanti a sé.
Gli infortuni nel mondo del calcio sono sempre in agguato, nonostante le infinite precauzioni che i professionisti prendono, come ben illustrato in un articolo approfondito di 888sport.

Chi non ricorda il perone spezzato in due di Gigi Riva durante la partita Italia - Portogallo del 1965 – 1966? E qualche anno dopo il perone destro si rompe nuovamente assieme al distacco dei legamenti nel corso di Austria – Italia nel 1970 – 1971. Infortuni importanti che non hanno fortunatamente danneggiato la carriera di uno dei nomi più celebri del calcio italiano di sempre.

I Mondiali di Spagna hanno messo duramente alla prova la carriera di Patrick Battiston durante la partita Francia – Germania. Travolto dal portiere Schumacher, il giocatore rimase in coma per due giorni, le vertebre furono danneggiate, la mascella fratturata e si ruppe 4 denti.

Il 1983 è stato invece l’anno passato alla storia per l’infortunio di Maradona, avvenuto durante il match Barcellona – Athletico Bilbao. Un duro intervento che portò l’eroe Maradona a perdere il 30% di mobilità del suo magico piede sinistro.

Nel 2010 il calciatore Christian Chivu, della squadra dell’Inter, in seguito ad uno scontro in campo, si procurò una frattura del cranio. Le conseguenze ci sono state, anche se avrebbero potuto esser assai peggiori: per il resto della sua carriera ha potuto giocare solo con indosso un casco di protezione.
Stessa sorte anche per Peter Cech qualche anno prima durante Reading – Chelsea nel 2006: una violenta frattura al cranio che lo ha reso compagno inseparabile di un berretto protettivo da rugby.
Francesco Totti nel 2006 durante una partita contro l’Empoli finisce infortunato con una frattura del perone e interessamento dei legamenti della caviglia. Nonostante i tragici pronostici il capitano della Roma è tornato in forma in tempi da record, riuscendo a partecipare ai Mondiali di Germania.
Fece notizia per la sua curiosità l’infortunio di Domenico Giampà nel corso di Messina - Lecce nel 2004 – 2005 che gli è costato più di 140 punti sulla coscia. Una ferita che poteva essere molto più drammatica, perché a pochi millimetri dall’aorta femorale.
C’è anche chi ha messo a rischio la propria carriera calcistica semplicemente alzandosi dalla panchina: la causa un pesante colpo della strega. Successe a Nelson Dida, portiere del Milan.

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