Livvy Dunne, dal NIL al business: brand, investimenti e nuovi obiettivi dopo la ginnastica



L’ex ginnasta LSU tra le protagoniste dell’era NIL continua a espandere il proprio impero commerciale

Olivia “Livvy” Dunne è stata uno dei volti più rappresentativi della rivoluzione NIL (Name, Image and Likeness) nel mondo dello sport universitario americano. La 23enne influencer è stata tra le prime atlete collegiali a costruire un vero e proprio brand personale dopo la liberalizzazione dei diritti commerciali nel 2021.

Durante l’ultima fase della sua carriera alla LSU, Dunne ha raggiunto una valutazione NIL di circa 4,1 milioni di dollari, posizionandosi al quarto posto tra tutti gli atleti universitari e risultando l’unica ginnasta nella top 10.

Un risultato reso possibile non solo dalle performance sportive, ma anche dalla sua enorme presenza sui social media, che supera i 10 milioni di follower complessivi.

Dalle sponsorizzazioni agli investimenti

Terminata la carriera agonistica, Dunne ha trasformato la propria notorietà in un ecosistema di partnership e investimenti. Tra questi spicca la collaborazione con Accelerator, brand di energy drink di cui è ambasciatrice e investitrice dal 2023.

Il rapporto con il marchio rappresenta un esempio concreto dell’evoluzione del modello NIL: non solo sponsorizzazioni, ma anche partecipazioni dirette nel business. Dunne ha infatti contribuito allo sviluppo di una linea di prodotto personalizzata, tra cui una bevanda al gusto cotton candy.

«È stato uno dei miei primi accordi NIL con una quota di equity», ha spiegato. «Avere una parte del brand lo rende ancora più stimolante da promuovere».

Il valore dell’autenticità nel personal branding

Uno degli aspetti chiave della strategia di Dunne è la selezione attenta dei brand con cui collaborare. L’atleta sottolinea l’importanza di avere voce in capitolo nei progetti e di scegliere realtà coerenti con la propria immagine.

Tra i fattori decisivi: la proprietà del brand, la sua performance sul mercato, le partnership pregresse e soprattutto l’autenticità del prodotto rispetto alla propria identità.

«È importante poter dire la propria ed essere parte del processo», ha spiegato. «Bisogna lavorare con brand in cui si crede davvero».

Il consiglio agli atleti NIL: “siete più del vostro sport”

Guardando agli atleti universitari che oggi si affacciano al mondo NIL, Dunne ha un messaggio chiaro: costruire un’identità che vada oltre la performance sportiva.

«Siete più del vostro sport», ha dichiarato. «È ciò che fate fuori dal campo che vi rende davvero interessanti e vi aiuta nel lungo periodo».

Un approccio che riflette una visione sempre più diffusa nel panorama sportivo, dove personal branding e contenuti digitali sono diventati asset fondamentali per la monetizzazione.

Tra sport, media e nuove ambizioni

Nonostante il ritiro dalla ginnastica, Dunne resta una figura centrale nel panorama sportivo e mediatico. È legata sentimentalmente al lanciatore dei Pittsburgh Pirates, Paul Skenes, tra i talenti più promettenti della MLB, e continua a vivere lo sport anche attraverso questa connessione.

Parallelamente, sta ampliando il proprio raggio d’azione verso nuovi settori, in particolare quello dell’intrattenimento. Tra i prossimi obiettivi figura infatti la recitazione, con un primo progetto già avviato.

Dunne ha confermato di aver iniziato a prendere lezioni di recitazione e di voler esplorare questa nuova dimensione professionale, spinta dalla passione per l’arte e dalla volontà di mettersi alla prova.

Empowerment e supporto alle nuove generazioni

Tra le priorità future c’è anche l’espansione del Livvy Fund, iniziativa dedicata a supportare le atlete universitarie nella creazione di opportunità economiche attraverso il NIL.

L’obiettivo è ampliare il progetto anche oltre LSU, contribuendo alla crescita dell’ecosistema sportivo femminile e offrendo strumenti concreti alle nuove generazioni.

In questo contesto, Dunne rappresenta uno dei casi più emblematici della trasformazione in atto nello sport moderno: da atleta a imprenditrice, passando per influencer globale, in un modello sempre più ibrido tra performance, business e intrattenimento.

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