Premier League +, lo streaming diretto diventa realtà
Richard Masters conferma il primo servizio DTC della Premier League in partnership con StarHub
Dopo anni di indiscrezioni, la Premier League è pronta a compiere un passo storico: il lancio del suo primo servizio di streaming diretto al consumatore (DTC). L’annuncio è arrivato dal CEO Richard Masters durante il Financial Times Business of Football Summit di Londra.
Il nuovo servizio, denominato Premier League +, debutterà a Singapore a partire dalla stagione 2026/27, nell’ambito di un accordo di sei anni con l’emittente locale StarHub.
Come funzionerà Premier League +
Il servizio sarà basato su un’app dedicata, scaricabile su smart TV e altri dispositivi, che trasmetterà tutte le 380 partite stagionali oltre a contenuti originali prodotti internamente dalla lega.
“Abbiamo creato un servizio direct-to-consumer”, ha dichiarato Masters. “Dalla prossima stagione, da agosto, ‘Premier League +’ — finalmente abbiamo scelto il nome — diventerà realtà”.
StarHub è attualmente titolare di un accordo quinquennale per i diritti di trasmissione della Premier League, in scadenza al termine della stagione 2027/28. Non è ancora chiaro come il nuovo modello si integrerà con il contratto esistente.
Un test globale?
Le prime ipotesi su una piattaforma proprietaria risalgono al 2020. Il lancio a Singapore potrebbe rappresentare un banco di prova prima di un’eventuale espansione internazionale.
“Vogliamo capire se il modello sia replicabile in altre parti del mondo”, ha aggiunto Masters.
Il peso dei diritti tv e la sfida alla pirateria
Nell’ultima stagione la Premier League ha generato circa 3,37 miliardi di sterline di ricavi da diritti televisivi, di cui 1,6 miliardi dal mercato domestico e 1,8 miliardi dai mercati internazionali. Ai club sono stati distribuiti complessivamente 2,83 miliardi di sterline.
Il nuovo modello potrebbe rappresentare una risposta alla crescente frammentazione dell’offerta e all’aumento dei costi per i tifosi, soprattutto nel Regno Unito, dove è spesso necessario sottoscrivere più abbonamenti mensili.
L’incremento dei prezzi ha contribuito alla diffusione della pirateria, inclusi i cosiddetti “dodgy Firesticks”, dispositivi che permettono la visione illegale delle partite.
Un servizio in abbonamento mensile sul modello di Netflix, con un prezzo ipotetico tra 10 e 20 sterline, potrebbe offrire un’alternativa più accessibile e contrastare la perdita di ricavi.
Quali numeri servono per sostenere il modello?
Se il prezzo fosse fissato a 10 sterline al mese, per eguagliare gli attuali 3,37 miliardi di ricavi domestici, la piattaforma dovrebbe raggiungere almeno 31,4 milioni di abbonati paganti ogni mese.
A differenza del modello tradizionale basato su contratti garantiti con broadcaster, il DTC implica una dipendenza diretta dalla fidelizzazione degli utenti, aumentando il rischio commerciale.
Impatto sui broadcaster e investimenti interni
Il passaggio al DTC comporterà investimenti significativi in studi di produzione interni. La lega ha già annunciato l’abbandono di IMG per la produzione internazionale a partire dal 2026/27, in coincidenza con il lancio di Premier League +.
Nel Regno Unito, emittenti come Sky Sports e TNT Sports detengono i diritti fino al 2028/29. Sebbene possano essere negoziati accordi di sublicenza, un eventuale taglio diretto degli intermediari potrebbe incidere sul loro modello di business.
Un potenziale gigante globale
La Premier League è trasmessa in 189 Paesi, raggiunge 900 milioni di abitazioni e conta circa 1,87 miliardi di tifosi nel mondo. Se il modello dovesse funzionare, Premier League + potrebbe trasformarsi in uno dei maggiori servizi streaming sportivi globali.
Il lancio a Singapore rappresenta quindi molto più di un semplice test stagionale: è l’inizio di una possibile rivoluzione nel modello economico della lega più ricca del mondo.
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