Serie A, quanto guadagnano le squadre dagli sponsor sulle maglie
Nel calcio moderno, i ricavi derivanti dagli sponsor sulle maglie rappresentano una voce economica sempre più rilevante per le squadre di Serie A. La stagione 2025/2026 conferma come i contratti di sponsorizzazione possano influenzare la stabilità finanziaria dei club, contribuendo in maniera significativa ai bilanci e al potenziale mercato dei trasferimenti. In questa ottica, le principali società italiane continuano a puntare su brand nazionali e internazionali di grande visibilità , capaci di garantire cifre importanti.
Al vertice della classifica dei guadagni si conferma l’Inter, che per la stagione in corso incassa circa 30 milioni di euro dal suo main sponsor, Betsson, una cifra che riflette la portata commerciale del club e la capacità di attrarre investitori di profilo internazionale. Lo sponsor tecnico invece è Nike e anche in questo caso la cifra è pari a 30 milioni. Anche la Juventus mantiene una posizione di rilievo, con un contratto compreso tra i 28 e 30 milioni di euro con Jeep e Visit Detroit. È invece più remunerativa la collaborazione con Adidas, che garantisce 51 milioni annui. Questi numeri evidenziano come le squadre con una storia consolidata e una base di tifosi ampia riescano a ottenere sponsorizzazioni più remunerative, indipendentemente dai risultati immediati sul campo. Se è vero infatti che i nerazzurri hanno conquistato due finali di Champions negli ultimi anni, la Vecchia Signora attraversa già diverse stagioni senza alzare nuovi trofei.
Il Milan, terzo in questa speciale classifica, percepisce circa 30 milioni di euro dalla storica partnership con Emirates, un matrimonio che durerà ancora per diversi anni ancora. Lo sponsor tecnico è Puma e anche in questo caso sono garantiti 30 milioni a stagione. La strategia del club rossonero punta sulla visibilità globale e sull’appeal internazionale del marchio, elementi che hanno permesso di mantenere un livello competitivo di sponsorizzazione comparabile a quello dei rivali storici. Segue la Roma, che si basa su un introito pari a 14 milioni circa grazie al contratto con Eurobet. Lo sponsor tecnico è Adidas ma in questo caso le cifre si abbassano notevolmente, attestandosi sui 5 milioni. Ancora senza sponsor frontali è la Lazio di Claudio Lotito, ma non rappresenta una novità dal momento che manca da quasi un decennio.
La Fiorentina, con Mediacom come main sponsor, percepisce circa 25 milioni di euro. Il Sassuolo, che negli anni ha consolidato la propria immagine con Mapei, arriva a circa 18 milioni, cifre importanti considerando la posizione di classifica del club. Il Napoli, invece, nonostante i successi recenti, incassa intorno ai 9-10 milioni dalla partnership con MSC Crociere, evidenziando come la forza economica degli sponsor non sia direttamente proporzionale ai risultati sportivi. Ancora più basso l’introito dell’Atalanta, ferma a 5 milioni con il contratto stipulato con Lete.
Passando in rassegna queste cifre, ciò che salta all'occhio, in primis, è che il dato dei ricavi dagli sponsor non si riflette sempre esattamente sulla classifica. Basti pensare ai casi di Fiorentina, Sassuolo e Roma, che non sono di certo considerate tra le squadre più forti del campionato secondo i tifosi o stando alle quote sulla Serie A, mentre Napoli e Atalanta, che si sono ben distinte negli ultimi anni, hanno guadagni inferiori.
Al di sotto della fascia medio-alta troviamo club come Torino e Bologna. I granata ricevono circa 2,35 milioni Suzuki, i felsinei circa 3 milioni da Saputo. Ancora più basso è il gettito del Como, che dalla partnership con Uber guadagna 1 milione a stagione.
Lasciando ora da parte la disamina delle singole squadre, è sempre più evidente come gli sponsor non siano solo un elemento finanziario ma siano un vero strumento di branding. Le squadre di Serie A utilizzano la maglia come veicolo pubblicitario, capace di raggiungere milioni di spettatori attraverso partite in televisione e trasmissioni internazionali, aumentando così l’attrattiva dei brand e il valore commerciale del club stesso e lo stesso fanno i brand, utilizzando i club per ottenere maggiore visibilità .
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