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L’ Analisi Costi-Benefici nella valutazione economica degli impianti sportivi. - Seconda parte

Tesi di Laurea di Aldo Rovagnati
Titolo "Impianti sportivi ed enti locali: valutazione economica, finanziamento, gestione ed aspetti di marketing"
Anno accademico: 2003/04

Capitolo 1 (Un estratto) - Seconda Parte
L'ACB nel caso di un impianto polivalente
Un campo di gioco polivalente è un impianto sportivo adatto a ospitare attività sportive di diversa natura.

Nel caso in esame (ipotizzato e realistico, ma non relazionato ad alcuna situazione realmente esistente) si è scelto di analizzare l'investimento relativo a un impianto adatto alla pratica del tennis (sport individuale), calcio a 5, pallavolo e pallamano (sport di squadra), supponendo che la costruzione dell'impianto fosse finalizzata all'affitto al pubblico e auspicando una redditività del capitale investito superiore ad una soglia minima fissata al 5%.

Il problema sarà quindi quello di valutare se i ricavi derivanti dalla gestione dell'impianto giustificano i costi sostenuti per la sua realizzazione e per il suo funzionamento.

Va osservato che questa particolare analisi si basa su dati sostanzialmente realistici, con lo scopo dimostrativo di illustrare il percorso dell'ACB, senza però avere la pretesa di costituire un'analisi economica specifica che si possa generalizzare alla tipologia di impianto sportivo in esame.


Figura 1 – Procedimento di valutazione dell'impianto



Determinazione dei Costi

Nel nostro esempio, assumiamo che i flussi annui dei costi sono costituiti in primo luogo dalle spese di costruzione dell'impianto, cioè dall'investimento iniziale. Va ricordato che le cifre sono ipotetiche ma realistiche.


Tabella 1 – Costo di costruzione dell'impianto


I costi sono completati dalle spese di esercizio dell'impianto, e queste sono distinguibili in spese di gestione ordinaria e spese di manutenzione straordinaria.

Le prime sono relative al normale funzionamento dell'impianto sportivo, e comprendono la quota di spese generali imputabili all'impianto e si assumono come pressochè immutate ogni anno.

Le seconde invece sono previste solo in particolari periodi, in relazione alle prevedibili necessità di sostituire parti dell'opera, di durata inferiore alla vita complessiva dell'impianto, fissata in 20 anni.


Tabella 2 – Costi di gestione ordinaria


Tabella 3 – Costi di manutenzione straordinaria


Determinazione dei benefici

Per ogni anno dell'orizzonte temporale previsto i flussi annui dei benefici si ottengono moltiplicando, nel nostro esempio, il numero di ore di utilizzo dell'impianto per la corrispondente tariffa oraria.

Il tempo di utilizzo dell'impianto è stato ottenuto considerando ipoteticamente un periodo utile di impiego nei mesi tra aprile e ottobre, il numero di giornate utili per ciascun mese, il numero di ore giornaliere vendute distintamente per le diverse attività sportive e caratterizzate da differenti tariffe orarie.

Al termine dell'orizzonte temporale (al ventesimo anno) è stato aggiunto ai benefici il valore di recupero dei beni pluriennali non deprezzati completamente, che in una visione prudenziale comprende il solo valore dell'area.


Tabella 4 – Utilizzo annuo dell'impianto



Tabella 5 – Benefici annui



Analisi della redditività dell'impianto

La tabella seguente riassume il flusso di costi, benefici e benefici netti (dati dalla differenza tra benefici e costi, anno per anno) dell'investimento.


Tabella 6 – Flussi dei benefici e dei costi (€/anno)



Ipotesi A: ipotesi base

Ipotesi B: riduzione delle vendite del 10%

Ipotesi C: riduzione delle vendite del 30%


Compiendo un'analisi di sensitività, accanto all'ipotesi principale A ne sono state affiancate altre due: l'ipotesi B e l'ipotesi C che presuppongono una diminuzione del mercato servito del 10% e del30% rispettivamente.

La diminuzione del numero di ore utilizzate determina da un lato una riduzione dell'incasso complessivo, che infatti passa da 39250 euro (A) a 35325 (B) e 27475 euro (C), nonché una diminuzione delle spese amministrative dovute alla minore incidenza delle imposte (infatti questa voce di spesa passa da 5000 euro a 3000 e 500 euro).

Per esprimere un giudizio di fattibilità economica, tutti e quattro gli indici di valutazione sono utili allo scopo: nella seguente tabella vengono calcolati per ognuna delle tre ipotesi considerate.


Tabella 7 — Valutazione della redditività dell'impianto




Ipotesi A: ipotesi di base
Ipotesi B: riduzione delle vendite del 10%
Ipotesi C: riduzione delle vendite del 30%


Osservando i dati nell'ipotesi A (pieno funzionamento) è possibile trarre le seguenti conclusioni:

- la convenienza dell'investimento si ha impiegando saggi di sconto inferiori al valore del SRI, cioè minori di 5,77%);

- adottando un saggio di opportunità pari al 5% il VAN, cioè il profitto dell'impianto, è di 13000 euro, il rapporto Bo/Co ammonta a 1,03, e il capitale investito rientra all'anno 20.

Nell'ipotesi B (riduzione delle vendite del 10%) la redditività scende al 4,3%, mentre nell'ipotesi C (riduzione delle vendite del 30%) il giudizio è insufficiente, poiché il VAN risulta negativo (-6000 euro) anche al tasso 0 (ciò indica che l'impianto a queste condizioni non è in grado di restituire il capitale che è stato utilizzato, anche se questo

fosse privo di interessi).

Il caso in esame si situa quindi ai limiti della convenienza economica, in quanto l'investimento è redditizio solo in caso di pieno uso dell'impianto: infatti anche nel caso di una seppur leggera diminuzione delle entrate la redditività scende sotto il livello minimo del 5%.

Il risultato tuttavia potrebbe rivelarsi tutto sommato accettabile se il progetto fosse varato da un ente o associazione senza fini lucrativi, dato che l'obiettivo minimo sarebbe il pareggio dei conti e quindi la possibilità di autofinanziare l'investimento (un VAN ridotto, basta che non negativo, e un saggio di rendimento vicino al saggio di opportunità si possono considerare risultati positivi).

Nella realtà questi traguardi sono di difficile raggiungimento, soprattutto a causa della necessità di contenere le tariffe, allo scopo di promuovere il più possibile la pratica sportiva.

Infine, è opportuno ricordare ancora una volta come i commenti effettuati abbiano un valore puramente indicativo, data l'influenza (soprattutto per le decisioni in materia da effettuarsi da parte degli enti locali) di fattori difficilmente quantificabili monetariamente.

Fine Seconda e ultima parte 

Aldo Rovagnati 
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