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Il delicato ruolo del procuratore sportivo alla luce delle recenti riforme della professione


La crescita di spettacolarizzazione dello sport professionistico contemporaneo è un dato di fatto.
Tale processo fa sì che, di anno in anno, lo spettacolo sportivo travalichi sempre più quei confini che nell'immaginario comune sono costituiti dai contorni del campo da calcio, comprendendo anche quei momenti dove la palla è ferma.
Come, ad esempio, durante le sessioni estive ed invernali di calciomercato.
Protagonisti indiscussi di questa fase sono i procuratori sportivi*, nei confronti dei quali la FIFA, negli ultimi anni, sta ponendo un’attenzione sempre maggiore.
In particolare, l’aspetto certamente più critico (e, per questo, ritoccato negli anni) è certamente quello relativo all'accesso alla professione.
Ma nel prossimo futuro, il massimo organismo del calcio mondiale pare fermamente intenzionato a riformare anche gli aspetti legati alle fees percepite dagli agenti, introducendo una sorta di cap a livello mondiale.

L’agente di calciatori: professione protetta o libera?

Fino al 2015, per svolgere la professione di procuratore sportivo si doveva prima sostenere e superare uno specifico esame di abilitazione.
In quell’anno, la FIFA ha realizzato una riforma denominata: “deregulation”, in forza della quale è stata eliminata l’obbligatorietà dell’esame per l’abilitazione alla professione.
Effetto immediato di tale decisione è stato che, per alcuni anni, più o meno chiunque ha potuto lavorare come agente di calciatori (semplicemente pagando una quota di iscrizione annuale).
Una liberalizzazione di tale portata non ha trovato il consenso di molte Federazioni nazionali, le quali, una dopo l’altra, hanno reintrodotto specifici esami e sistemi di regolamentazione.
Con la Legge di Stabilità del 2018, anche il legislatore italiano è intervenuto sul punto, reintroducendo nel nostro Paese l’esame di abilitazione, a cominciare dal 2019.
Difatti, se si vuole assistere i calciatori per professione, oggi è necessario sostenere un esame, che è composto da due prove: una generale presso il CONI e una speciale presso la Federazione di riferimento del singolo sport nel quale si intende operare (ad esempio, presso la FIGC nel calcio).

Le commissioni degli agenti sportivi.

È di questi giorni la notizia che la FIFA stia nuovamente per tornare sulla regolamentazione della professione, come anticipato, stavolta con riferimento alle commissioni degli agenti sportivi.
Negli ultimi anni, affari come quelli di Pogba al Manchester UTD, o degli “svincolati” Ramsey, Rabiot o Can alla Juventus hanno portato alla ribalta la tematica delle fees per l’intermediazione, registrando ricavi da capogiro in capo ai procuratori sportivi che hanno assistito tali giocatori, i quali hanno guadagnato anche diversi milioni dalla conclusione di tali trasferimenti (tanto che, in alcuni casi, qualcuno ha parlato addirittura di TPO).
Per questo motivo, pare che verrà introdotto presto un cap alle commissioni.
C’è da dire, che nei regolamenti italiani una previsione simile è già presente (3% dello stipendio lordo annuale), anche se ha ancora i contorni di una semplice raccomandazione.

La riforma della FIFA, invece, vuole introdurre specifici limiti obbligatori per i procuratori, che non dovranno essere superati: 10% del transfer fee, se l’agente rappresenta il club che cede il giocatore, ovvero 3% del salario annuale lordo, se l’agente assiste il calciatore stesso.
Se la FIFA procederà con forza su questa strada, la riforma che ne discenderà potrà portare ad una profonda spaccatura con i maggiori procuratori sportivi mondiali, con conseguenze legali ancora difficili da prevedere.
Anche se tale riforma è pensata per porre un limite allo strapotere delle maggiori agenzie di intermediazione, le modifiche ivi previste si applicheranno a tutti i procuratori sportivi abilitati operanti sia a livello nazionale che internazionale, con conseguenti nuove criticità in punto contrattualistica e tassazione.

Avv. Domenico Filosa
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*Per semplice comodità espositiva, in questo articolo, i termini “procuratore sportivo”, “agente” ed “intermediario” verranno usati come sinonimi.

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