I ricchi guadagni della Champions League
Esiste una competizione il cui ingaggio è talmente ricco da determinare il successo economico di una società sportiva in una stagione calcistica? Sì, esiste e la competizione si chiama Uefa Champions League. Naturalmente la partecipazione alla Champions League non è l’unico parametro a determinare il successo economico di una società , vi sono infatti gli incassi al botteghino e, soprattutto, i diritti televisivi. Queste ultime due variabili dipendono però anche da fattori esterni. Per gli incassi al botteghino conta la dimensione dell’impianto sportivo in termini di capienza e il livello di affezione dei propri supporter. I diritti televisivi seguono invece criteri decisamente diversi.
I diritti TV della Serie A (2024-2029) valgono 900 milioni di euro annui fissi, ripartiti tra DAZN (10 partite/giornata, 700 milioni, 7 esclusive) e Sky Italia (3 co-esclusive, 200 milioni). È previsto un Revenue Sharing con DAZN se i ricavi superano i 750 milioni, portando l'incasso potenziale oltre 1 miliardo.
La distribuzione dei proventi tra i club segue i criteri della Legge Melandri: 50% in parti uguali, 28% basato sui risultati sportivi (classifica recente e storica) e 22% sul bacino d'utenza (audience e presenze stadio).
Club come Inter, Juventus e Milan mantengono i ricavi maggiori grazie al radicamento sociale e ai risultati storici, sebbene le performance in Champions League rappresentino un boost economico decisivo.
La UEFA Champions League (Ciclo 2024-2027) distribuisce un montepremi record di 2,46 miliardi di euro. La sola qualificazione alla fase a campionato (League Phase) garantisce 18,62 milioni di euro a ciascun club.
I ricavi si dividono in tre pilastri:
1. Bonus Partecipazione (27,5%): 18,62 milioni fissi.
2. Performance (37,5%): 2,1 milioni per vittoria e 700.000 euro per pareggio; più bonus piazzamento (fino a 9,9 milioni per il primo posto).
3. Value Pillar (35%): Combina market pool e ranking storico, con un valore potenziale tra 7 e 45 milioni di euro.
Proseguire nel torneo aumenta notevolmente i guadagni: raggiungere gli ottavi vale 11 milioni, i quarti 12,5 milioni, le semifinali 15 milioni e la finale 18,5 milioni (+6,5 milioni per il vincitore).
Per i club italiani (stima 2025-2026), l'eliminazione nella fase a campionato, come per il Napoli (48 milioni), assicura comunque incassi ingenti. Le squadre che avanzano, come Inter, Atalanta e Juventus, superano gli 80-90 milioni di euro di ricavi UEFA.
Da tutto questo si comprende come la lotta per le prime quattro piazze della Serie A sia decisamente accanita, i maggiori introiti derivanti da una qualificazione in Champions possono determinare l’andamento economico di una stagione, soprattutto per quella fascia di società sportive che non ricavano introiti significativi dal botteghino e dai diritti televisivi nazionali.
La stagione di Champions 2025-26 è giunta attualmente alla fase degli spareggi, fase da cui usciranno le 8 formazioni che andranno a completare il tabellone degli ottavi di finale. Le scommesse Champions League in relazione alle squadre italiane impegnate nel turno di andata degli spareggi vedono la Juventus moderatamente favorita nella trasferta contro Galatasaray con la vittoria esterna quotata a 2.10 contro il 3.35 della squadra di casa. Quote quasi invertite per la trasferta dell’Atalanta a Dortmund contro il Borussia, rispettivamente 3.35 contro 2.05 per la squadra di casa. Infine l’Inter è quella che sulla carta ha la situazione più agevole, nella trasferta contro il Bodø Glimt i nerazzurri sono dati favoriti a 1.70 contro il 4.35 della squadra di casa. Tuttavia i norvegesi hanno dimostrato di essere particolarmente temibili a casa propria grazie anche alla presenza di un potente alleato: il generale inverno.

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