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Giustizia Sportiva e Giustizia Ordinaria quando il contrasto non riguarda gli ordinamenti ma un differente metro di giudizio


Il caso del calciatore Stefano Guberti, assolto adesso per la seconda volta dalla giustizia ordinaria per frode sportiva “perché il fatto non sussiste” e due volte invece condannato dalla giustizia sportiva, con conseguenti ripercussioni gravissime sulla carriera dell'atleta in questione, si presta ad alcune considerazioni.
La problematica sollevata dal diverso metro di giudizio degli organi di giustizia dei due ordinamenti non è certo nuova, ma è tornata alla ribalta in questi giorni, grazie al caso sopramenzionato, finendo addirittura sulla prima pagina del più importante quotidiano nazionale.

Innanzitutto va rilevato che qui il problema non riguarda la competenza fra diversi ordinamenti, quello sportivo e quello statale: infatti, in questo caso, non sussiste dubbio sulla competenza a giudicare degli organi di giustizia di entrambi gli ordinamenti,costituendo la frode sportiva un reato per il nostro ordinamento statale (delitto previsto dall'art.1 della l. 13 dicembre 1989, n. 401, introdotta per superare le difficoltà applicative della norma sul reato di truffa) e, ovviamente, una violazione per l'ordinamento sportivo, dove invece si parla di illecito sportivo (art. 7 Codice di Giustizia Sportiva della FIGC), non spostandosi la natura della violazione.



Quello che rileva è il diverso metro di giudizio utilizzato dagli organi giudicanti dell'uno e dell'altro ordinamento che determina un contrasto di giurisprudenza a cui consegue la mancata applicazione i sede sportiva della decisione dell'ordinamento statale.
Mi permetto di far notare che, in questi frangenti, sarebbe opportuna una sottomissione dell'ordinamento sportivo all'ordinamento superiore dello Stato, dando prevalenza alla decisione del giudice ordinario, rispetto alla decisione del giudice sportivo.

Altrimenti, come è stato rilevato da chi non si occupa di giustizia sportiva ma è un attento osservatore della nostra società (Aldo Grasso sul Corriere della Sera) si avranno due giustizie ma non la Giustizia e questo non appare accettabile, oltre a costituire una sconfitta per entrambi gli ordinamenti.

Avv. Rodolfo Intelisano

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