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Indian Super League ad un punto di svolta per il futuro del calcio indiano?


La quinta stagione della Hero Indian Super League (ISL) - uno dei principali campionati indiani professionistici di calcio insieme alla I-League - ha preso il via poche settimane fa, creando da un lato aspettative attorno alle squadre in gara, dall’altro punti interrogativi sulle prospettive future. La domanda centrale riguarda le strategie su cui la ISL - di proprietà del conglomerato indiano Reliance Industries e del media group Star India - e i dieci team partecipanti punteranno per il loro sviluppo. Infatti, sebbene sia considerata una delle principali protagoniste del calcio indiano, l'ISL deve ancora crescere per raggiungere i suoi corrispondenti europei e la Premier League indiana di cricket, sia dal punto di vista sportivo sia economico.

Secondo la piattaforma KPMG Football Benchmark, non c'è dubbio che l'ISL abbia ottenuto un seguito notevole tra i fan e gli sponsor indiani sin dal suo esordio nel 2014. Nelle ultime stagioni il campionato è riuscito ad aumentare significativamente il suo portafoglio di partner commerciali, come dimostra il rinnovo nel 2017 dell’accordo con la società motociclistica indiana Hero, con una commissione annuale di 8,3 milioni di dollari (contro i 2,6 dei tre anni precedenti).

Se si guarda agli incassi, però, essi sembrano inferiori rispetto ai due anni precedenti, quando le squadre pullulavano di grandi giocatori alla fine della loro carriera. È evidente dunque la difficoltà per l'ISL, come per qualsiasi altro giovane campionato, di costruire dei team che siano abbastanza validi dal punto di vista sportivo da riuscire ad attirare grandi folle agli stadi e conferire al torneo il prestigio di cui avrebbe bisogno.

Ci sono tuttavia segnali di ripresa: dall'inizio della nuova stagione, la partecipazione e l'interesse generale hanno ricominciato a salire grazie all'implementazione di alcuni cambiamenti operativi, come l’orario di inizio delle partite, fissato per tutte le giornate alle 19.30. Non solo: le squadre dell’ISL stanno puntando molto sulle loro rose giovanili e questo è fondamentale in vista del futuro, anche perché si stanno mettendo in atto strategie per incentivare i club a schierare più calciatori indiani, per esempio, per la stagione in corso, il limite di sette giocatori stranieri. Le decisioni manageriali e le strategie di marketing non sono dunque da sottovalutare per la crescita della lega.

Tuttavia, la vera sfida per l’ISL è elevare il livello di gioco dei giocatori indiani, in modo da renderli competitivi sul mercato. Un’altra questione legata ai calciatori è che le squadre in cui militano non percepiscono alcun compenso legato ai diritti TV, visto che, come comproprietario della lega, Star India possiede tutti i diritti di trasmissione e l'ISL non può venderli a un’altra società di media. Si tratta di un ostacolo non da poco dal punto di vista della sostenibilità delle squadre, anche perché l'ISL compete con un altro campionato di calcio professionistico indiano, la I-League, che ha una fanbase molto più nutrita nelle città e nelle comunità locali.

Poiché la situazione così com’è non è sostenibile nel lungo periodo, l' American Football Conference (AFC) sta aumentando la pressione sulle due leghe indiane per la progettazione di una nuova struttura per l'organizzazione del calcio professionistico. Le voci dicono che i due campionati si fonderanno in una ISL ampliata, della quale faranno parte i migliori team dell’I-League. I vantaggi di una tale fusione sarebbero molteplici, ma non è ancora chiaro quando e come ciò accadrà.

Da qualsiasi prospettiva la si guardi, la ISL sembra essere a un punto di svolta nella sua giovane storia: il potenziale è enorme, deve solo essere valutato e sfruttato nel miglior modo possibile.

Marta Grima

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