Australian Open, montepremi record di circa 64 milioni di euro
Gli organizzatori degli Australian Open hanno annunciato un montepremi record di 111,5 milioni di dollari australiani, il più alto nella storia del torneo, pari a circa 64 milioni di euro.
Si tratta di un incremento del 16% rispetto ai 96,5 milioni del 2025. Anche i turni di qualificazione beneficeranno dello stesso aumento percentuale, mentre tutti i giocatori di singolare e doppio riceveranno almeno un +10% rispetto allo scorso anno.
Con questo aumento, il “happy slam” supera Wimbledon (108 milioni di AUD nel 2025), restando però dietro agli US Open, che hanno messo in palio circa 134 milioni di AUD.
Tiley: “Un impegno concreto verso la sostenibilità delle carriere”
“Questo aumento del 16% dimostra il nostro impegno nel sostenere le carriere tennistiche a tutti i livelli,” ha dichiarato Craig Tiley, CEO di Tennis Australia.
Tiley ha evidenziato come, dal 2023, il montepremi delle qualificazioni sia cresciuto del 55% e come siano stati ampliati anche i programmi di benefit e supporto ai giocatori, per rendere il professionismo sempre più sostenibile.
I premi per i vincitori
I campioni del singolare maschile e femminile riceveranno 4,15 milioni di dollari australiani ciascuno, pari a un aumento del 19% rispetto ai 3,5 milioni del 2025.
Anche chi esce nelle qualificazioni potrà contare su un assegno da 40.500 dollari australiani, in crescita del 16%. Tennis Australia ha inoltre incrementato del 67% i contributi per i viaggi e potenziato i programmi di tutela del benessere degli atleti.
Ricavi in forte crescita per Tennis Australia
L’aumento del montepremi è reso possibile dall’esplosione dei ricavi nel 2025. Secondo i documenti depositati presso l’Australian Securities and Investments Commission (Asic), Tennis Australia ha registrato un fatturato di 693 milioni di dollari nell’anno chiuso a settembre, 102 milioni in più rispetto al periodo precedente.
Il bilancio non specifica nel dettaglio le fonti di crescita, attribuendo l’aumento alla macro voce “operations and events”, che comprende:
- accordi commerciali
- contributi governativi
- diritti di trasmissione
- vendita dei biglietti
Nel 2024, l’ente ha introdotto strategie per rimodulare tipologie e prezzi dei biglietti in funzione della domanda e per monetizzare maggiormente il pubblico. A ciò si aggiunge il nuovo accordo televisivo con Channel Nine, stimato in circa 80 milioni di dollari l’anno.
Nonostante le spese siano salite a 681 milioni, Tennis Australia ha comunque registrato un surplus di 15,8 milioni, in aumento rispetto ai 7,4 milioni del 2024.
Tensioni con i giocatori e cause legali
Questo scenario economico si inserisce in un contesto di tensioni crescenti sui temi di compensi e condizioni di lavoro. Tennis Australia e la Professional Tennis Players’ Association (PTPA) sarebbero vicine a un accordo in merito a una causa negli Stati Uniti per presunte violazioni delle leggi antitrust.
Il dibattito si è ulteriormente acceso dopo il recente addio di Novak Djokovic alla PTPA, l’associazione che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020.
Boom anche nelle retribuzioni dei dirigenti
Secondo i documenti finanziari, le retribuzioni di Craig Tiley e dei principali dirigenti sono salite a 11,1 milioni di dollari complessivi, con un incremento del 7% rispetto al 2024.
Inoltre, Tennis Australia ha intensificato la propria attività di investimento in startup e tecnologie legate allo sport e all’intrattenimento, portando il valore del portafoglio investimenti a 66,1 milioni, rispetto ai 20,7 milioni del 2024.
Conclusione
Con un montepremi record e ricavi in crescita, gli Australian Open consolidano il proprio ruolo di pilastro economico del tennis mondiale. Tuttavia, il confronto sui diritti e sulle condizioni dei giocatori dimostra che, dietro la facciata scintillante dei grandi tornei, resta aperta una partita altrettanto importante: quella dell’equilibrio tra business e sostenibilità delle carriere sportive.
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